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Cuba qualifica inaccettabili le dichiarazioni del governo spagnolo e degli USA

Cuba definì inaccettabile le dichiarazioni del governo spagnolo e degli USA che non hanno la benché minima autorità morale per processare la nazione caraibica.

Diversi mezzi di stampa spagnoli si sono fatti eco di dichiarazioni formulate dal Vicepresidente del governo spagnolo del Partito Popolare Soraya Saenz e del Comunicato del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione della Spagna, in relazione con la morte del recluso comune cubano Wilman Villar Mendoza.

Il recluso era stato sanzionato per colpire e ferire in pubblico sua moglie ed aggredire in seguito gli agenti di polizia che sono accorsi dopo la denuncia della madre del colpevole.

Da parte sua, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera e di Sicurezza Comune Catherine Ashton ha detto che questo caso espone dei dubbi sul sistema giudiziario e penitenziario cubani.

Consultato dalla stampa un funzionario della cancelleria cubana dichiarò che “è insolito che avendo il governo della Spagna la metà dei suoi giovani disoccupati ed un alto tasso di assassini e violenza contro le donne, spenda denaro in una campagna per presentare una brutale aggressione alla moglie come dissidenza politica.”

Ugualmente, manifestò inoltre “l’energico rifiuto a queste inaccettabili dichiarazioni, realizzate senza almeno verificare o aspettare di conoscere che cosa era successo realmente.”

“Né il governo spagnolo né l’Unione Europea hanno la benchè minima autorità morale per processare Cuba”, indicò.

La stessa fonte affermò che “invece di dedicarsi a queste grossolane tergiversazioni della realtà, dovrebbero occuparsi di investigare e sanzionare le numerose morti in detenzione che succedono nelle loro istituzioni, i frequenti atti di brutalità poliziesca contro manifestanti che succedono sistematicamente in Spagna ed altri paesi dell’Unione Europea.”

Dovrebbero anche investigare “i crimini e maltrattamenti contro gli immigranti, i voli segreti della CIA con persone rapite e l’esistenza di carceri segrete o la partecipazione dei loro ufficiali in atti di tortura”, enfatizzò.

Le dichiarazioni del Dipartimento di Stato degli USA e della Casa Bianca costituiscono una dimostrazione in più della permanente politica di aggressione ed ingerenza nei temi interni di Cuba ed impressionano per la loro ipocrisia e la doppia morale. In realtà, si adattano meglio al record di violazioni dei diritti umani degli Stati Uniti nel loro proprio territorio e nel mondo, che alla condotta di Cuba, paese dove l’essere umano è il bene più prezioso.

Non ci sono stati pronunciamenti del Presidente né del Dipartimento di Stato quando è morta in prigione, a Chicago, a conseguenza di uno sciopero della fame, la reclusa Lyvita Gomes, il passato 3 gennaio.

Non è a Cuba dove 90 prigionieri sono stati esecutati da gennaio del 2010 fino ad oggi, mentre altri 3 222 imputati aspettano la loro esecuzione nel corridore della morte. Bisogna ricordare che gli Stati Uniti celebrarono già la loro prima esecuzione del 2012 ed il loro governo reprime senza pietà coloro che osano denunciare l’ingiustizia del sistema.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

 

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