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Fidel: dal Granma alla CELAC

Fidel Castro

Fidel Castro

In una zona paludosa, ubicata al Sud dell’antica provincia di Oriente, Fidel Castro sbarcava un 2 dicembre, 55 anni fa, insieme ad altri 81 uomini per abbattere la dittatura di Fulgencio Batista. Arrivavano estenuati per una navigazione tormentosa dopo essere usciti dal Messico il 25 novembre a bordo di un piccolo yacht chiamato Granma.

L’aviazione nemica li ha colpiti duramente e furono sorpresi e dispersi il 5 dicembre nel combattimento di Alegria de Pío. Fidel rimase isolato, solo con due uomini e due fucili. Da quella circostanza apparentemente invincibile è riuscito a creare l’Esercito Ribelle che dopo 25 mesi entrava vittorioso a L’Avana.

Lungo è stato il cammino. Ma né le aggressioni militari ed economiche né le campagne mediatiche hanno potuto ostacolare che questo 2 dicembre la Rivoluzione cubana, rappresentata dal presidente Raul Castro, entri vittoriosa a Caracas per la costituzione della Comunità degli Stati dell’America Latina ed i Caraibi; un grande passo nella realizzazione dei sogni di Josè Martì e Simon Bolivar per il quale Fidel Castro ha lottato come nessuno di fronte all’ostilità degli Stati Uniti.

È un’evocazione inevitabile vedendolo ricordare, appena arrivato dalla Sierra Maestra, i giorni più duri della guerra, in questa intervista riscoperta dalla dimenticanza dalla regista Rebeca Chavez per il suo documentario “El día mas largo” che oggi inaugura Cubadebate.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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