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L’UNESCO sospende i suoi progetti del 2011 per il taglio dei fondi degli USA

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione e la Cultura (UNESCO) annunciò questo giovedì la sospensione di tutti i suoi programmi fino alla fine dell’anno, dopo che gli Stati Uniti hanno ritirato il loro finanziamento in seguito all’ammissione dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).

In un discorso pronunciato davanti ai diplomatici dell’UNESCO, Irina Bokova, la sua direttrice generale, indicò che l’agenzia ha un deficit di 65 milioni di dollari e dovrà cessare le sue attività fino alla fine dell’anno.

Queste misure di sospensione di tutti i programmi permetteranno di “risparmiare 35 milioni di dollari che con l’utilizzo di 30 milioni di dollari del fondo delle operazioni, completeranno questo anno il deficit della tesoreria stimato in 65 milioni di dollari”, dichiarò la responsabile, nella chiusura della conferenza generale dell’organizzazione a Parigi. “La situazione è difficile”, dichiarò Bokova davanti ai rappresentanti dell’insieme degli Stati membri.

Queste misure di risparmio non suppongono l’annullamento della celebrazione del Comitato Inter-governamentale dell’UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità che si celebrerà a Bali, in Indonesia, dal 22 al 29 novembre, precisò un portavoce dell’organizzazione. Le misure riguardano soprattutto compromessi contrattuali, pubblicazioni, costi di comunicazione, viaggi del personale, eccetera, precisò il portavoce.

Solo cinque giorni fa, Bokova aveva assicurato che l’UNESCO “non era in una crisi finanziaria” dovuto alla sospensione del finanziamento degli Stati Uniti e che studiava il lancio di una campagna di raccolta di fondi,

L’UNESCO ha ammesso il 31 ottobre la Palestina come nuovo Stato membro a dispetto delle minacce statunitensi, cosa che ha costituito una prima vittoria diplomatica per i palestinesi che aspirano a trasformarsi in uno Stato sovrano.

Gli Stati Uniti che dovevano consegnare all’UNESCO circa 60 milioni di dollari in novembre, apportano il 22% del presupposto ordinario bi-annuale di questa organizzazione, che arriva a 653 milioni di dollari.

Allo stesso tempo, l’UNESCO conta su un presupposto straordinario che superò i 500 milioni di dollari per il periodo 2012-2013.

Prima dell’ammissione palestinese nell’UNESCO, concretizzata da una votazione nella sua 36ª Conferenza Generale, gli Stati Uniti avevano fatto notare che se questa iniziativa prosperava, avrebbero sospeso i loro apporti in virtù di due leggi del 1990 e del 1994 che proibiscono finanziare istituzioni internazionali che ammettano l’OLP.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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