Articoli su Palestina

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Un palestinese morto e 40 feriti sono il bilancio delle proteste a Gaza

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Oggi, un palestinese è morto e 40 sono stati feriti quando le forze israeliane hanno represso le proteste della Gran Marcia del Ritorno nella frontiera tra Gaza ed Israele, ha informato il Ministero di Salute. I soldati hanno sparato pallottole vere e proiettili di acciaio ricoperti di gomma contro i manifestanti, che si sono riuniti in molti accampamenti lungo la linea divisoria, e si sono contati anche vari manifestanti colpiti dai gas lacrimogeni.

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“Sono pronta a tornare in prigione altre 100 volte per il mio Paese”. Ahed Tamimi a RT

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La giovane attivista Ahed Tamimi, uscita recentemente dalle carceri israeliane dopo 8 mesi di detenzione per aver schiaffeggiato un soldato israeliano che aveva fatto irruzione nel suo villaggio, ha dichiarato in un’intervista alla versione RT in arabo che “continuerà a combattere per la causa palestinese, nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare in una prigione militare israeliana.”

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Al Nakba e la mattanza israeliana del popolo palestinese

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Mentre scrivo le agenzie riportano 59 martiri a Gaza. Purtroppo, anche stamattina, mi compaiono solo i 43 nomi già scritti, più un altro. Leila al-Ghandour, 8 mesi, morta stanotte per eccessiva inalazione di gas lacrimogeni. Otto mesi, infanticidio. Erano 900 i feriti da inalazione. Ma ciò che conta e che in molti non sanno è che i lacrimogeni sparati dai cecchini israeliani, che si aprono all’impatto con il suolo o direttamente in aria, non contengono solo elementi urticanti, ma agenti altamente tossici che, se inalati per tempo più o meno prolungato, portano ad un arresto respiratorio.

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Gaza, una notte con gli organizzatori della “grande marcia” alla viglia di un’altra giornata di lotta

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Attenti a quei popoli che non hanno più niente da perdere. O li sterminate dal primo all’ultimo o non vi daranno pace. Oppure, se davvero è la pace che volete, dovete lasciare il campo alla giustizia. Questo potrebbe essere lo spassionato consiglio da dare a Israele dopo aver osservato dall’interno le dinamiche createsi a Gaza in questi decenni di sopraffazione e soprattutto dopo questi ultimi 11 anni di assedio.

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Miguel Diaz-Canel ha ricevuto il dirigente palestinese Sabri Saidam

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Miguel Diaz-Canel Bermudez, membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito e primo vicepresidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, ha ricevuto in ore della notte di questo martedì al Sig. Sabri Saidam, membro del Comitato Centrale del movimento Al Fatah, e ministro di Educazione ed Educazione Superiore dello Stato della Palestina, che si trova nell’isola come Inviato Speciale e portatore di un messaggio del Presidente dello Stato della Palestina, Mahmud Abbas, diretto al Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Raul Castro Ruz.

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Palestinesi vogliono che Cina sostituisca gli Usa come mediatore per la pace

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Un alto funzionario palestinese ha esortato la Cina ad assumere il ruolo di mediatore internazionale nei colloqui di pace in Medio Oriente. Dopo che Pechino ha recentemente ospitato un simposio israelo-palestinese nel caos creatosi dopo la decisione unilaterale del presidente nordamericano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, la Cina si appresta a sostituire gli Stati Uniti in un ruolo che ha svolto storicamente negli ultimi decenni.

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Hezbollah: Il Piano di Trump per Gerusalemme è una nuova dichiarazione di Balfour

Seyed Hassan Nasrallah

“Riteniamo che essa sia diventata la seconda Dichiarazione di Balfour, 100 anni dopo la prima,” ha dichiarato, oggi, Seyed Hassan Nasrallah, il segretario generale del Movimento di Resistenza Islamico in Libano (Hezbollah) dopo l’annuncio da parte del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, del riconoscimento di Al-Quds (Gerusalemme) come capitale israeliana.

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Prigionieri palestinesi arrivano già a tre settimane di sciopero della fame

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Lo sciopero della fame indefinito che mantengono numerosi prigionieri palestinesi in carceri israeliane approdò oggi alla sua terza settimana, mentre la salute di vari di loro risulta deteriorata. D’accordo con organizzazioni palestinesi ed israeliane patrocinatrici dei diritti umani, un numero crescente di scioperanti -che ingeriscono solo acqua e sale – sperimenta già la perdita dell’equilibrio, atrofia muscolare e fatica intensa, tra gli altri sintomi.

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Rinuncia capa regionale dell’ONU dopo pressioni per critiche contro Israele

Rima Khalaf

La sottosegretaria generale dell’ONU Rima Khalaf annunciò oggi la sua rinuncia all’incarico dopo ricevere pressioni affinché cancellasse una relazione che accusò Israele di imporre un “regime di apartheid” contro i palestinesi. In una conferenza stampa offerta a Beirut, Khalaf, che era anche capa della Commissione Economica e Sociale dell’ONU per l’Asia Occidentale (Escwa, per le sue sigle in inglese), rivelò che è stata pressionata dal segretario generale, Antonio Guterres, per ritirare dal sito web dell’entità la notizia in questione.

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Palestina esige un 2017 senza occupazione israeliana

Riyad Mansour

L’occupazione israeliana della Palestina compie questo anno mezzo secolo dal suo inizio, e per questo, l’ambasciatore di questo paese arabo presso l’ONU, Riyad Mansour, ha fatto un appello oggi alla comunità internazionale affinché duplichi gli sforzi per fermarla definitivamente. In dichiarazioni a Prensa Latina poco prima di terminare il 2016, l’osservatore permanente segnalò che urge un maggiore appoggio mondiale affinché i palestinesi vedano materializzate le loro aspirazioni di indipendenza ed autodeterminazione.