Articoli su Italia

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Cuba al salvarsi, salva

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Tre mesi fa, l’11 marzo 2020, l’OMS dichiarava il COVID-19 come una pandemia e Cuba riportava i suoi primi casi positivi alla malattia: tre turisti italiani che erano arrivati giorni prima dall’aeroporto de L’Avana si trovavano nella città centromeridionale di Trinidad. Solo dieci giorni dopo, il 21 marzo, quando a Cuba iniziavano ad emergere i casi ed erano visibili nei media internazionali e della controrivoluzione i dubbi sulla forza del sistema sanitario cubano di affrontare una malattia che stava distruggendo nazioni più potenti e causando un’elevata letalità, il Governo nazionale annunciava la partenza di una brigata di 52 medici ed infermieri cubani proprio verso l’Italia, nella regione della Lombardia, il terribile epicentro dell’epidemia in Europa.

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Diaz-Canel: Voi rappresentate la vittoria della vita sulla morte

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Cari compatrioti: Benvenuti alla patria!
Solo alcuni minuti fa è finita la riunione che corrispondeva realizzare oggi nel Gruppo Temporaneo di Lavoro che sta dirigendo le azioni di combattimento alla pandemia, e qui siamo rimasti un gruppo di compagni per partecipare a questo ricevimento a distanza che sarà più intimo quando abbiate trascorso la quarantena; così non abbiamo voluto infrangere tutti i protocolli che ha stabilito il paese per riuscire ad evitare la trasmissione di questa pandemia.

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Cosa ci aspetta dopo

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Nelle settimane scorse l’web abbondava di articoli e riflessioni sul fatto che dopo la fine della pandemia da corona virus il mondo sarebbe cambiato in meglio. Si ipotizzava una presa di coscienza collettiva sulla necessità di riformare o addirittura di cambiare modello economico. Riflessioni legittime ma, come ho già scritto, basate più sulla speranza che sulla realtà.

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Croniche da Torino: mentre passiamo ci guardiamo e sorridiamo

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La stampa italiana informa che oggi ci sono stati 534 morti di coronavirus, e che nel paese la cifra è arrivata a 24 648. Il totale di casi diagnosticati dal 21 febbraio, quando si è registrato il primo positivo è di 183 957. Nonostante, il Primo Ministro Giuseppe Conte ha annunciato nel Senato ed ha spiegato, la decisione di riaprire gradualmente il paese, a partire dal 4 maggio. La strategia include l’obbligatorietà dell’uso di mascherine e guanti, come il mantenimento della distanza sociale. Ha riconosciuto che si sono prodotte esplosioni incontrollate di contagi in residenze di anziani, ai quali sarà prestata maggiore attenzione ed ha annunciato l’inizio dello screening nelle case. A Torino questo si farà con l’appoggio della Brigata Medica Cubana.

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L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba compie 59 anni dalla sua fondazione

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L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha compiuto il fine settimana scorso 59 anni di fondazione, data che coincide con la vittoria del popolo cubano contro i mercenari che sono stati protagonisti dell’invasione statunitense di Playa Giron. In un comunicato emesso nella capitale italiana, l’organizzazione ricorda i giorni 17 e 19 aprile 1961, quando molti cittadini italiani sono scesi spontaneamente in piazza nelle principali città dal paese per manifestare la loro solidarietà con la Rivoluzione Cubana.

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Susanna Camusso: «Grazie Cuba, basta embargo»

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Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo, ha risultati migliori di tante “potenze”, per esempio tasso di mortalità infantile inferiore a quello statunitense, aspettativa di vita più alta di tutta l’America Latina. Si basa su un principio, stabilito dalla riforma del 1959, di servizio sanitario nazionale gratuito con una fortissima medicina territoriale e una molteplicità di campagne di prevenzione. L’università è gratuita e aperta a giovani da tutto il mondo. Cuba ha 30 mila medici in sessantasette Paesi. Oggi di più visto che ci soccorrono in Europa.

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CORAGGIOSI: Infermiere cubano in Lombardia, senza riposo, ma con l’onore di portare il nome di Cuba in alto

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L’infermiere di Cienfuegos, Ruben Carballo Herrera, integrante del Contingente Internazionalista Henry Reeve che presta collaborazione in Lombardia, ha condiviso oggi sulle reti sociali alcuni dei difficili ma gratificanti momenti che lui ed i suoi compagni vivono in questi giorni. “Qui tutti ci stanno ringraziando per la collaborazione prestata. Siamo stanchi, senza riposo, ma con l’onore di portare il nome di Cuba in alto, specialmente la nostra infermeria e la nostra medicina. Continuiamo a fare storia”, ha detto Carballo Herrrera in un messaggio al giornalista cubano Ildefonso Igorra.

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“Non siamo supereroi, siamo medici rivoluzionari”: i cubani lottano contro COVID-19 in Italia

Arrivo della Brigata Medica Cubana in Italia

Cuba ha mandato una brigata di medici ed infermieri in Italia questo fine settimana, per la prima volta, per aiutare nella lotta contro il nuovo coronavirus, su richiesta della regione più colpita nel paese europeo, Lombardia. L’isola caraibica ha inviato il suo “esercito di camici bianchi” nel mondo in luoghi di disastro, principalmente in paesi poveri, da quando ha trionfato la Rivoluzione nel 1959. I suoi medici sono stati in prima linea nel combattimento contro il colera in Haiti e contro l’ebola in Africa, nell’ultima decade.

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Un uomo degno del rispetto dell’Umanità

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È difficile guardare negli occhi di un uomo quando tu sai che va in cammino a sfidare la morte. Sono arrivato, ho visto muoversi un gruppo di camici bianchi, bandiere in mano ed ho preparato subito la mia macchina fotografica. Già con loro davanti, mi entra nell’obbiettivo un viso conosciuto, ho abbassato la macchina fotografica, quasi con lo spavento di Korda, quando ha fatto la foto al Che. Sì, sì conoscevo quell’uomo, ma da dove…
Dalla sua partenza anteriore, verso l’Africa per affrontare l’Ebola.

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Cuba invierà 53 tra medici ed infermieri per aiutare in Lombardia

Nell'entrata dell'ospedale di Bergamo, un cartello dice: siete voi i veri eroi. Onore ai medici ed infermieri!” Foto: Facebook / Clarin

Un totale di 53 tra medici ed infermieri arriveranno questo sabato 21 marzo da Cuba per aiutare in Lombardia, nella lotta contro il nuovo coronavirus. “L’invio di personale avrà luogo dopo la richiesta di aiuto che ha realizzato questa regione davanti alla scarsità di personale negli ospedali già traboccanti”, ha detto oggi Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Lombardia. “Si tratta di personale altamente specializzato che ha combattuto già contro l’ebola e che sa trattare questo tipo di malattie”, ha annunciato Gallera, che ha aggiunto che andranno “ad alleviare la situazione nell’ospedale di Crema.”