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Il disastro della Exxon Valdez, 30 anni dopo

exxon-valdez-ballenaIl 24 marzo del 1989 la Exxon Valdez, una petroliera appartenente alla statunitense Exxon, si incagliò  nella baia Principe Guglielmo, in Alaska e disperse in mare 37.000 tonnellate di petrolio, secondo la International Tanker Owners Pollution Federation (ITOPF). La Exxon Valdez trasportava 1.260.000 barili di petrolio.

E’ stato forse il disastro ambientale di maggior risonanza nel 1989 per l’impatto che la macchia nera ha causato spargendosi nelle acque cristalline dell’Alaska, però, 30 anni dopo il disastro dell’Exxon Valdez è appena una statistica, e non il più grande, per le tonnellate di petrolio riversate fino ad allora e da quel momento in poi.

Una semplice disattenzione fece in modo che la nave colpisse uno scoglio e liberasse petrolio nella baia. Gli ostacoli per la pulizia dell’area furono maggiori dato che si trovava in una zona di difficile accesso e in condizioni climatiche estreme.

Dall’enorme nave naufragata nelle acque dell’Oceano Pacifico uscì una spessa marea nera di 250 chilometri quadrati, che si sparse su più di 2000 chilometri di costa, diventando così il maggior disastro ecologico della storia degli Stati Uniti.

Lo spargimento di petrolio ha messo in pericolo dieci milioni di uccelli migratori, nutrie, leoni di mare, focene, balene e pesci.

Migliaia di animali sono morti a causa dell’inquinamento prodotto, inclusi circa 250.000 uccelli marini e 2.800 nutrie marine. Si ricordano ancora le immagini delle balene morte.

Le attività di ripulitura, interrotte nel 1992, sono costate due miliardi di dollari e alcune aree al largo della costa più vicina all’incidente ancora oggi sono contaminate con petrolio sotto la superficie.

Il gigante petroliero Exxon è stato condannato a pagare 5 miliardi di dollari a 32.000 residenti e pescatori della regione, però a giugno del 2008 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha abbassato l’ammontare della multa a 500 milioni di dollari.

Le popolazioni di aringhe e salmoni non si sono ricostituite interamente e la pesca di alcune specie ancora anni dopo continua ad essere soggetta a regolamenti stringenti.

Tre decenni più tardi, anche grazie al fatto che si è manifestata una tendenza decrescente nel numero di incidenti che coinvolgono imbarcazioni, rispetto all’aumento del petrolio e del gas movimentato, l’Exxon Valdez compare al posto 36 della lista delle maggiori perdite di petrolio registrate dalla ITOPF, che comprende gli incidenti registrati tra il 1967 e il 2018.

Qui di seguito i dieci maggiori sversamenti nel mondo in cui sono state coinvolte alcune petroliere:

Atlantic Empress Nel 1979 sono stati dispersi nel mar dei Caraibi 287.000 tonnellate di petrolio, dopo lo scontro tra le superpetroliere Atlantic Empress e Aegean Captain di fronte alle coste di Trinidad e Tobago.

ABT Summer Un’esplosione seguita da un incendio durato tre giorni di questa imbarcazione è stata la causa nel 1991 del secondo maggior sversamento della storia, con 260.000 tonnellate di petrolio sparse di fronte alla costa dell’Angola.

Castillo de Bellver La petroliera spagnola è naufragata nell’agosto del 1983, di fronte al capo di Buona Speranza, nella costa sud africana, riversando in mare 252.000 tonnellate di petrolio, che causarono una macchia di più di 40 chilometri quadrati.

Amoco Cadiz Questa petroliera battente bandiera liberiana si ribaltò nel 1978 sulle coste della Bretagna francese, originando la dispersione di 223.000 tonnellate di petrolio che hanno contaminato 360 chilometri quadrati di spiagge.

Haven Questa nave cipriota, che esplose nell’aprile del 1991 nelle acque della località genovese di Arenzano sparse in mare 144.000 tonnellate di idrocarburi e causò la morte dei cinque membri dell’equipaggio.

Odyssey Questa petroliera ha disseminato nel 1988 nelle coste della Nuova Scozia, Canada, 132.000 tonnellate di petrolio.

Torrey Canyon 119.000 tonnellate di petrolio sono entrate in mare nel 1967 per il naufragio di questa nave nelle isole Scilly (Regno Unito), e nel canale della Manica.

Sea Star Nel 1972 questa imbarcazione è affondata nel golfo di Omano e ha comportato 115.000 tonnellate di petrolio finite in mare.

Sanchi Questa nave, dalla quale si sparsero 113.000 tonnellate di condensato di petrolio è affondata nel gennaio del 2018 a 530 chilometri da Shanghai dopo un esplosione che la fece bruciare alla deriva per otto giorni dopo la collisione con il mercantile di Honkong CF Crystalì.

Irenes Serenade L’affondamento, dovuto a un’esplosione di questa imbarcazione greca ha causato nel 1980 unsversamento di 100.000 tonnellate di petrolio nella baia di Navarone, Grecia.

con informazioni da El Espectador e agenzie

traduzione di Marco Bertorello

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