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Venezuela attiva il Consiglio della Difesa nazionale per minacce degli USA

Maduro-ChávezIl presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, attivò oggi il Consiglio di Difesa della Nazione, in risposta alle minacce del suo omologo degli Stati Uniti, Donald Trump, contro la sovranità e la democrazia della nazione sud-americana.  

Il mandatario venezuelano ricorse alla misura come conseguenza delle minacce dell’attuale capo della Casa Bianca di applicare sanzioni economiche al Venezuela se continua il cammino verso l’Assemblea Nazionale Costituente (ANC).

Nessun governo straniero darà ordini o dominerà la nostra patria, qui comandano i venezuelani ed il popolo”, affermò Maduro dal Palazzo di Miraflores (sede del governo).

Il capo dello Stato bolivariano attivò il Consiglio di Difesa della Nazione secondo l’articolo 323 della Costituzione per salvaguardare in maniera integrale il paese, la sua sovranità ed il suo spazio geografico.

Detto organismo è diretto dal presidente della Repubblica ed è integrato dal vicepresidente esecutivo e dai titolari dell’Assemblea Nazionale, del Tribunale Supremo di Giustizia e del Consiglio Morale Repubblicano.

Inoltre, sono inclusi i ministri dei settori della difesa, della sicurezza interna, delle relazioni estere e della pianificazione, ed altri la cui partecipazione si consideri pertinente, secondo la Costituzione venezuelana.

In precedenza, il cancelliere Samuel Moncada ratificò la disposizione del popolo del Venezuela a difendere la sua dignità ed il suo paese, di fronte al desiderio dell’imperialismo di sottomettere la Patria di Simon Bolivar.

In una conferenza stampa, Moncada spiegò che “il presidente del paese più poderoso del mondo si diverte ad umiliare i suoi vicini, minacciandoli con muri, con espulsioni, con coercizione, (…) ed ora crede che col Venezuela possa fare lo stesso, ma con Venezuela non si può”.

Il ministro venezuelano reiterò che Washington agisce contro le elezioni, contro la voce di un popolo, “di un governo popolare, democratico, costituzionale”.

Moncada reiterò che si farà una revisione profonda delle relazioni con il governo degli Stati Uniti perché “non accettiamo umiliazioni da nessuno, non lo faremo mai. Con rispetto, sì, con umiliazioni, no”.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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