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Ecuador nega l’entrata a fascista venezuelana che pretendeva fare proselitismo

LilianTintori con i suoi amici negli USA

LilianTintori con i suoi amici negli USA

Autorità migratorie dell’Ecuador hanno ostacolato ieri l’entrata della fascista venezuelana Lilian Tintori, che pretendeva entrare al paese con un passaporto da turista ed ammise che pretendeva fare proselitismo a beneficio del candidato oppositore alla presidenza.

La decisione si basò sulla facoltà dello Stato di respingere l’entrata di stranieri in funzione di un’azione od omissione commessa da questa persona, come stabilisce l’articolo 136 della Legge di Mobilità Umana.

Al momento dell’entrata, Tintori, proveniente da Miami, dichiarò agli ufficiali di Migrazione che compierebbe un’agenda di atti politici con l’aspirante al potere Guillermo Lasso, dopo aver ricevuto un suo invito, precisò in una conferenza stampa il viceministro dell’Interno, Diego Fuentes.

Per questo tipo di azioni si richiede un altro tipo di permesso, chiarì il funzionario, che si riferiva all’articolo 49 della citata normativa, che proibisce ai visitatori temporanei di immischiarsi nei temi politici interni della Repubblica.

Il vice titolare è stato enfatico ricalcando che la Legge di Mobilità Umana, promossa il mese scorso, stabilisce garanzie per la partecipazione politica degli stranieri, come il diritto al voto ed ad essere scelti per incarichi pubblici, una volta compiuti cinque anni di residenza legale in territorio nazionale.

Tintori è la moglie di Leopoldo Lopez, politico venezuelano che compie 13 anni e nove mesi di prigione nel suo paese per dirigere nel 2014 manifestazioni che causarono almeno 43 morti.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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