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Raul: processo di relazioni con gli USA “va bene, al nostro ritmo”

Il presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, il Generale dell’Esercito Raul Castro Ruz, ha affermato oggi che il processo di negoziazione per ristabilire relazioni con gli Stati Uniti “va bene, ma naturalmente, al nostro ritmo.”  

Raul ha fatto le dichiarazioni alla stampa, dopo aver salutato nell’aeroporto Josè Martì al suo omologo francese, François Hollande, che ha fatto una visita di poco più di 24 ore a Cuba, la prima di un mandatario francese a questo arcipelago.

In questo momento, si discutono alcuni temi pendenti per aprire le rispettive ambasciate a Washington ed a L’Avana, tra queste le restrizioni di movimento del personale diplomatico statunitense a Cuba, misura simile a quella delle missioni cubane a New York e nella capitale statunitense.

“Lo manifestai (…) al presidente Obama che quello che più mi preoccupa concretamente è che i diplomatici statunitensi continuino a fare cose illegali che fanno ora, o che stanno facendo fino ad ora”, ha indicato.

Come esempio menzionò la specializzazione di “giornalisti indipendenti, già sia nella SINA (Sezione di Interessi degli Stati Uniti a L’Avana che compie compiti consolari) o in casa di diplomatici” statunitensi a Cuba.

“Queste cose non si possono fare. Semplicemente, quello che esigiamo è che tutti devono adattarsi agli accordi sul comportamento dei diplomatici in tutto il mondo, scritti nella Convenzione di Vienna”, ha affermato.

Raul Castro ha ribadito che una cosa sarà il ripristino delle relazioni diplomatiche, l’apertura delle ambasciate e la nomina degli ambasciatori, ed un’altra la completa normalizzazione delle relazioni.

Quest’ultima sarà possibile, in primo luogo, eliminando completamente il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto contro Cuba da più di cinque decenni, ha detto.

Allo stesso tempo, Cuba ha ribadito l’esigenza della restituzione della base di Guantanamo, un territorio dell’isola occupato illegalmente dagli Stati Uniti, per procedere verso la normalizzazione dei rapporti.

Il mandatario ha anche affermato che il presidente statunitense ha potestà, come ha già fatto, per escludere Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo.

“Ci eliminano il titolo ‘onorifico’ di paese terrorista. Come ho detto in Panama, che classe di terrorismo è questo dove i morti sono nostri e quelli che c’aggrediscono non ne hanno nessuno”, ha ricordato.

Prima di concludere il dialogo con la stampa, Raul ha risposto ad una domanda che non poteva mancare: come sta Fidel?

“Osservino le foto che sono uscite oggi nella stampa, Fidel è forte e diritto”, ha concluso.

con informazione di agenzie

foto: Getty Images

traduzione di Ida Garberi

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