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Palestina denuncerà Israele alla Corte Penale per congelare tributi

Mahmud Abbas

Mahmud Abbas

Israele ha congelato le entrate tributarie e della dogana di 130 milioni di dollari mensili alle autorità palestinesi dopo che questi hanno annunciato i loro piani di denunciare Israele alla Corte Penale Internazionale (CPI). 

Il presidente palestinese, Mahmud Abbas, ha detto che un nuovo motivo si somma alla lista che possiedono per denunciare Israele presso la Corte Penale Internazionale (CPI). Si tratta della riscossione di imposte che deve il Governo israeliano a questo paese e che fino al momento ha voluto pagare solo una parte della somma totale.

“Ora, abbiamo un altro caso in più per denunciare Israele presso la CPI. In primo luogo, c’è la guerra a Gaza, la colonizzazione e, ora, la direzione palestinese studia questo nuovo caso per potere presentarlo a tempo debito presso la Corte Penale”, ha sottolineato Abbas.

L’Israele congelò per tre mesi il pagamento di queste imposte in segno di protesta per l’adesione della Palestina alla CPI, tuttavia, domenica scorsa il Governo israeliano ne ha sbloccato una parte (380 milioni di euro, circa 417 milioni di dollari), ma Abbas ha respinto l’offerta di cessione parziale delle entrate fiscali.

“Dicono che c’invieranno il denaro e finalmente ce l’inviano, ma ne trattengono un terzo, perché?”, si domandò il Presidente palestinese in un discorso a Ramala, sede della Palestina in Cisgiordania, regione occupata da Israele.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha informato gli Stati Uniti di essere disposto a consegnare di nuovo la quantità restituita, ma Palestina dice che non accetterà fino a che il debito non sia pagato completamente, “O ci danno tutto il denaro, o andiamo davanti ad un tribunale”, ha concluso Abbas.

(Con informazione di teleSUR)

traduzione di Ida Garberi

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