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Raul Castro: normalizzazione nessi con gli USA dipende dal sollevamento del bloqueo

Il presidente cubano, Raul Castro, ha affermato oggi che la normalizzazione delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti non sarà possibile finché esista il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da Washington contro L’Avana, tra le altre questioni.  

Lo stabilimento delle relazioni diplomatiche è l’inizio di un processo verso la normalizzazione delle relazioni bilaterali, ma questo non sarà possibile finché esiste il bloqueo, non si restituisca il territorio illegalmente occupato nella Base Navale di Guantanamo, non cessino le trasmissioni radio e televisive illegali delle norme internazionali e non ci sia una compensazione giusta per il nostro popolo per i danni umani ed economici che ha sofferto, ha detto Raul Castro.

Parlando nel III Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici che si effettua in Costa Rica, il presidente cubano ha inoltre assicurato che non sarebbe etico, giusto né accettabile esigere a Cuba nessun cambiamento.

Se questi problemi non si risolvono questo avvicinamento diplomatico tra Cuba e gli Stati Uniti non avrebbe senso, ha sostenuto il leader cubano, in riferimento alle conversazioni effettuate la settimana scorsa a L’Avana tra i rappresentanti delle due nazioni.
Inoltre, ha proseguito, non ci si può aspettare che Cuba accetti negoziare gli aspetti menzionati per i nostri temi interni, assolutamente sovrani.

Il Presidente Barack Obama potrebbe utilizzare con determinazione le sue ampie facoltà esecutive per modificare sostanzialmente l’applicazione del bloqueo, quello che può fare senza la decisione del Congresso, ha puntualizzato.

Raul Castro ha indicato che si è potuto avanzare in questa recente negoziazione perché “ci trattiamo reciprocamente con rispetto, come uguagli”. “Per continuare ad avanzare dovrà essere sempre così”, ha condannato.

Sulle conversazioni, ha osservato che i risultati dimostrano che governi che hanno profonde differenze possono trovare soluzione ai problemi attraverso un dialogo rispettoso e scambi basati sull’uguaglianza sovrana e la reciprocità in beneficio delle loro rispettive nazioni.

“Come ho affermato più volte, Cuba e Stati Uniti devono imparare l’arte della convivenza civilizzata basata sul rispetto delle differenze tra i due governi nella cooperazione in temi di interesse comune, che contribuisca alla soluzione delle sfide che affrontano l’emisfero ed il mondo”, ha segnalato Raul Castro.

Ma, ha messo in chiaro, non si deve pretendere che per questo Cuba debba rinunciare ai suoi ideali di indipendenza e giustizia sociale, di claudicare in uno solo dei suoi principi né cedere un millimetro nella difesa della sovranità nazionale.

Non ci lasceremo provocare, ma neanche accetteremo nessuna pretesa di consiglio né pressioni in materia dei nostri temi interni, ha indicato ed ha aggiunto che “ci siamo guadagnati questo diritto sovrano con grandi sacrifici ed al prezzo dei maggiori rischi”.

Si è chiesto se si potranno ristabilire le relazioni diplomatiche senza riannodare i servizi finanziari della Sezione di Interessi di Cuba ed il suo Ufficio Consolare a Washington, impediti come conseguenza del bloqueo finanziario.

Inoltre, ha fatto riferimento, “come spiegare il ristabilimento di relazioni diplomatiche senza che si ritiri Cuba dalla lista degli Stati patrocinatori del terrorismo internazionale?”.

“Quale sarà la condotta dei diplomatici statunitensi a L’Avana, rispetto all’osservanza delle norme che stabiliscono le convenzioni internazionali per le relazioni diplomatiche e consolari?”, si è anche interrogato.

“La situazione attuale apre, modestamente, un’opportunità all’emisfero di trovare nuove e superiori forme di cooperazione che convengono alle due Americhe”, ha sottolineato ed ha aggiunto, concludendo, che “questo permetterebbe risolvere problemi stimolanti e tracciare nuove strade”.

da Prensa Latina

foto: EFE

traduzione di Ida Garberi

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