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Maggioranza dei morti per bombe israeliane a Gaza sono donne e bambini

La quarta parte dei morti provocati dai bombardamenti israeliani in questi nove giorni contro la Striscia di Gaza sono bambini, afferma una relazione dell’ONU circolata dopo che altri 12 civili oggi hanno perso la vita.  

Le ultime vittime fatali registrate fino all’imbrunire sono tre uomini, uno di loro un anziano di 65 anni, spezzati da un missile che ha centrato come bersaglio l’automobile in cui viaggiavano verso la città di Khan Younis, una delle più colpite dall’aggressione israeliana.

Ora la lista di civili morti per i bombardamenti di Tel Aviv supera la cifra di 200, le metà donne e bambini, molto al di sopra delle 180 causate per un’aggressione simile nel novembre del 2012, quando inoltre sono state ferite 2000 persone.

Fonti mediche hanno detto che oggi uno dei morti è stata una bambina di cinque anni residente nella città di Rafah che è stata schiacciata nel suo appartamento, quando il tetto dove viveva è crollato per l’impatto di un missile aria-terra.

Inoltre, l’aviazione israeliana ha lanciato oggi volantini su varie zone per minacciare i residenti e ordinare di scappare per la loro sicurezza, apparentemente in preparazione di un avanzamento delle truppe e mezzi blindati che sono concentrati da una settimana sulla frontiera della Striscia di Gaza.

Israele ha mobilitato 33 mila dei 40 mila autorizzati dal parlamento per una probabile occupazione di almeno parte di Gaza, dove risiedono ammucchiati più di un milione 700 mila palestinesi, trasformandola in uno dei territori più popolati del pianeta, secondo gli indici dell’ONU.

D’altra parte, si aspetta a Il Cairo l’arrivo del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, per trattare con gli egiziani un tentativo di tregua presentata lunedì dal presidente Abdel Fattah El Sisi, non considerata dal movimento Hamas per non aver saputo il tutto in anticipo.

Inoltre il gruppo islamico non vuole firmare un armistizio senza che rimangano in chiaro i punti su cui si basa, ed esige la liberazione dei palestinesi scambiati con un soldato israeliano, che sono stati arrestati nuovamente da Israele in Cisgiordania.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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