Notizie »

Cinque ragioni per i Cinque

Da una ad un’altra primavera romana, ogni mese, i passanti notano nei principali viali e punti di incontro più significativi della città, un’immagine di considerabili proporzioni che richiama l’attenzione su Cinque lottatori cubani.

Due di loro, Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez, sono ritornati sull’isola antillana dopo aver compiuto condanne arbitrarie. Tre rimangono incarcerati nelle prigioni nordamericane: Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero. I loro visi sono diventati familiari qui durante l’ultimo anno e non sono già pochi quelli che si informano sulla storia che c’è dietro questi volti.

Questo impatto si è ottenuto grazie all’azione coordinata del Circolo di Roma dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, diretta dal diligente giornalista Marco Papacci, ed il compromesso volontario della famiglia dei pubblicisti Di Gregorio.

Dialogando con Virginio, il patriarca, ed i suoi figli Alessandro e Claudio, salta subito all’occhio l’assenza del più minimo affanno di protagonismo. “Questo apporto è il meno che possiamo fare per una causa che tutti dovevano conoscere”, afferma Virginio.

Di seguito, espongono cinque ragioni che li assistono per appoggiare la campagna per la liberazione degli eroi cubani: l’impossibilità di rimanere indifferenti davanti all’ingiustizia commessa dalle autorità nordamericane; la necessità di restituire dei diritti umani calpestati ferocemente; la sensibilizzazione dell’opinione pubblica col caso; il carattere della missione assunta dai giovani condannati, destinata a proteggere il loro popolo dal flagello del terrorismo; ed un radicato sentimento solidale verso un paese che ha esercitato disinteressatamente questo principio etico.

“Io avevo incorporato queste ragioni quando mi invischiai nello sviluppo degli steccati pubblicitari per i Cinque —commenta Claudio—, ma li ho confermati ancora di più dopo aver ascoltato qui a Roma la testimonianza di Laura Labañino in un incontro con attivisti. Il valore umano di suo padre ed i suoi compagni di lotta è una lezione incommensurabile.”

“So che la battaglia per la scarcerazione di Gerardo, Antonio e Ramon deve guadagnarsi negli Stati Uniti, ma da diverse parti del mondo è possibile creare messaggi che favoriscano la soluzione definitiva. Il giorno che questi tre lottatori ritornino alle loro famiglie, la mia lo celebrerà perché anche loro fanno parte dei nostri cari”, conclude Virginio.

da Granma

di Pedro de la Hoz

traduzione di Ida Garberi

1 Comentario

Hacer un comentario
  1. Virginio di gregorio

    Me gusto. Hacerlo

    Responder     

Deja un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos necesarios están marcados *

*