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Mujica chiede ad Obama la libertà per i Cinque e lo vede maturo per un cambiamento verso Cuba

Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, ha chiesto ieri al suo omologo statunitense, Barack Obama, che faccia degli sforzi per la liberazione dei tre cubani del gruppo conosciuto come i Cinque che continuano come prigionieri politici negli USA.  

Mujica ha affermato che lui spera che gli USA migliorino le loro relazioni con paesi come Venezuela, Bolivia, Ecuador o Nicaragua, ma che non è una sua missione personale nella riunione con Obama.

“Faccio quello che posso, io difendo tutti gli interessi del gruppo al quale appartengo, mi hanno aperto una porta e tento di entrare, ma non sono Dio. Sto tentando di fare diplomazia fino a dove si può”, ha affermato.

Al principio della riunione, Obama ha detto che Mujica “ha una straordinaria credibilità in temi di democrazia e di diritti umani, dati i suoi forti valori e la sua storia personale, ed è un leader in questi temi in tutto l’emisfero.”

Durante la conferenza stampa, il leader sud-americano ha inoltre affermato che il governo di Obama riunisce le condizioni per iniziare un processo di miglioramento nelle relazioni con Cuba.

Washington e L’Avana non hanno relazioni diplomatiche dal 1961, mentre dieci amministrazioni nordamericane hanno mantenuto contro l’isola un bloqueo economico, commerciale e finanziario, rifiutato dall’immensa maggioranza della comunità internazionale.

I governi latinoamericani hanno esortato l’amministrazione democratica a risolvere la storica controversia con Cuba e sedersi al tavolo delle negoziazioni senza imposizioni.

Il presidente dell’Uruguay oggi nel pomeriggio avrà un incontro col sottosegretario statunitense John Kerry, come parte della visita che effettua a questo paese.

Previo al suo incontro con Kerry, il mandatario disserterà sulla realtà economica uruguaiana durante un incontro con dirigenti della Camera di Commercio degli Stati Uniti e rappresentanti dell’istituzione For American Progress.

Come parte dell’agenda per questo martedì c’è anche un pranzo con autorità, congressisti, magistrati ed ambasciatori, oltre ad una conferenza per universitari ed accademici.

Il mandatario uruguaiano ha evitato di fare riferimento alla legge uruguaiana che è entrata in vigore questo mese e che legalizza la vendita di marijuana sotto la supervisione dello Stato, una misura sulla quale parlerà giovedì presso l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA).

da Prensa Latina ed EFE

traduzione di Ida Garberi

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