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Correa: il buon giornalismo è vitale per la democrazia, il cattivo la uccide

“Un buon giornalismo è vitale per consolidare la democrazia, ma una cattiva stampa in funzione dei poteri de facto la uccide totalmente”, ha affermato oggi il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, nell’Incontro per un Giornalismo Responsabile che si svolge a Guayaquil.

Davanti a circa 2000 partecipanti e conferenzieri di vari paesi, Correa ha pronunciato una conferenza nella quale ha sottolineato il suo concetto che “l’America Latina vive una nuova epoca, in cui la comunicazione è un diritto di tutto il popolo”.

“Non esistono più le dittature nella regione, per le quali la complicità dei mezzi di comunicazione era importante per mantenere i loro commerci e privilegi”, ha osservato, denunciando che il potere mediatico molte volte era superiore a quello dei governi.

“Il fatto fondamentale”, ha sottolineato Correa, “è difendere l’informazione come un diritto di fronte alla concezione dei mezzi di comunicazione come un gran commercio (big business) e la sfida dei nuovi tempi, in tutto il mondo, è la supremazia dell’essere umano sul capitale”.

Approfondendo questo concetto, dopo l’intervento del segretario generale dell’Unione delle Nazioni Sud-americane, Alì Rodriguez,

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il mandatario ecuadoriano ha abbozzato che ora sì la lotta contro i poteri mediatici si può collocare in una cornice regionale.

“Il primo problema fondamentale”, ha precisato, “è la forma di proprietà dei mezzi di comunicazione, dove poche famiglie di padroni di giornali, canali di televisioni e radio pretendono imporre, come libertà di espressione, il fatto di potere, loro stessi, dire quello che vogliano”.

Questi mezzi, ha continuato, non informano sui conflitti, li cercano, li creano per cercare di fare danno ai governi progressisti, e dicendo mezze verità creano delle doppie bugie.

Nell’ambito internazionale, ha denunciato, “questi grandi commerci della comunicazione hanno il suo proprio strumento alleato, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH), pagata dagli Stati Uniti per criticare gli altri paesi, specialmente i progressisti.

La Società Interamericana di Stampa (SIP), ha denunciato Correa, è stata creata dalla CIA con i padroni dei grandi mezzi di comunicazione per contrastare l’influenza della Rivoluzione Cubana e poi combattere i governi progressisti della regione.

Ha qualificato la recente approvata Legge di Comunicazione in Ecuador come un golpe storico a questa nefasta struttura del potere mediatico, dove l’85% dello spettro radio-elettrico è oggi in mani private, a dispetto che l’informazione sia un bene pubblico ed un diritto cittadino.

Il primo Incontro per un Giornalismo Responsabile finisce questo giovedì a Guayaquil, ed ha svegliato un grande interesse tra i professionisti del settore, studenti e professori delle facoltà di comunicazione ed il popolo ecuadoriano in generale.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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