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Renè Gonzalez: “La mia libertà è un raggio di speranza”

Renè Gonzalez

Renè Gonzalez

“Un raggio di speranza per i miei quattro fratelli: questa è la libertà di Renè e, specificamente, questo processo di rinuncia alla cittadinanza statunitense”, ha detto Renè Gonzalez Sheweret, lottatore antiterrorista condannato in suolo nordamericano, in un incontro con giornalisti di mezzi di comunicazione cubani, che si è svolta questo lunedì nel Centro di Stampa Internazionale.

“Così lo vedo, perché lottare per la libertà di Fernando, Antonio, Gerardo e Ramon sarà la priorità della mia vita, dopo aver concluso questo passo…Già la giustizia non si può fare, perché abbiamo sopportato un giudizio lungo e piagato di irregolarità, con condanne assurde, ma continueremo a combattere per farli ritornare a Cuba”, ha sottolineato.

Renè, insieme ad Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Gerardo Hernandez e Ramon Labañino, sono stati fermati nel 1998 e processati nel 2000 per lottare nella città di Miami contro gruppi terroristi anticubani.

Gonzalez Sheweret ha specificato che non si può fare una lettura semplice e fidarsi del “buona volontà” della giustizia nordamericana, perché ciò potrebbe creare una sensazione trionfalistica, quando quello che si deve fare è unire più voci e forze nell’affanno di portare a Cuba gli altri quattro eroi.

Alla domanda su cosa manca alla campagna per la liberazione dei Cinque, ha risposto in modo deciso: “Manca solo che la società nordamericana conosca bene il caso…; per ciò, invito qui i presenti a che aiutino alla conoscenza della nostra causa negli Stati Uniti.”

Inoltre, ha esclamato che, nel caso dei Cinque, Barack Obama, presidente nordamericano, “non ha il coraggio” per decretare la fine di un’ingiustizia.

Poi, ha chiesto che lo scusassero i molti cubani che gli hanno scritto nei suoi anni di carcere e non hanno ricevuto risposta. “Era molta la corrispondenza, fisicamente era impossibile rispondere a tutti, ma li ringrazio a nome dei Cinque. Le lettere hanno provocato barzellette nella popolazione penale, che è arrivata a dire che avevo bisogno di un ufficio postale solo per me, ed hanno anche aiutato a che gli altri reclusi ci vedessero come carcerati degni… E’ stato molto importante per superare gli anni di carcere.”

Renè Gonzalez ha ammesso che ancora si sta adeguando alla Cuba di questi giorni, molto diversa da quella che ricordava prima di essere catturato, “ma il cubano mantiene la sua essenza, la sua grazia, la sua generosità.”

Quasi al termine della conferenza stampa, Renè ha insistito sul fatto che il caso dei Cinque non ha nessun punto di contatto con Alan Gross, catturato e condannato in Cuba con tutte le garanzie processuali, per distribuire strumenti di telecomunicazioni destinati a sovvertire l’ordine a Cuba.

“Non ho niente contro Gross; e Cuba è stata chiara nella sua posizione, sotto i precetti di preoccupazioni umanitarie.”

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

foto di Ladyrene Perez

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