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Il Pentagono ha alcune varianti per aggredire Siria

Il Pentagono ha preparato una serie di opzioni per un intervento militare in Siria, benché per questa azione cercherà probabilmente l’appoggio della NATO o spingerà una coalizione di nazioni simile a quella utilizzata per l’aggressione contro Libia, sottolinea oggi il quotidiano Army Times. 

Un articolo del quotidiano in Internet dell’Esercito statunitense precisa che i comandanti militari hanno già tracciato i piani per questa contingenza, coincidendo con l’annuncio, questo giovedì, che alcuni funzionari di intelligenza degli Stati Uniti hanno deciso che il governo del presidente siriano Bashar al-Assad ha utilizzato armi chimiche nella guerra. 

Tuttavia, la Casa Bianca ha detto ieri che le evidenze per giustificare un’azione militare non erano sufficientemente solide. 

Tra le opzioni nel progetto dei militari si aggiunge l’istituzione di una zona di esclusione aerea, il lancio di attacchi con droni ed aeroplani di combattimento e l’invio di decine di migliaia di militari per assicurare i presunti depositi di armi chimiche, ha aggiunto Army Times. 

Contempla anche lanci di missili da unità navali nel mare Mediterraneo e droni esistenti nella Stazione Aerea Navale di Sigonella, in Sicilia. 

Il testo abborda anche lo spiegamento di circa 200 militari in Giordania per aiutare i militari di questo paese e la collocazione di batterie di missili Patriot in Turchia, vicino alla frontiera, come protezione contro un presunto attacco aereo siriano. 

Nelle ultime settimane le visite in Medio Oriente di alti funzionari statunitensi, tra cui i sottosegretari di stato e della difesa, John Kerry e Charles Hagel, rispettivamente, presagiscono la preparazione dell’aggressione esterna contro Siria, stimano mezzi di stampa ed analisti della situazione. 

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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