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Un compito semplice per Berta Soler

Fulgencio Batista con Richard Nixon, nel 1954

Fulgencio Batista con Richard Nixon, nel 1954

Berta Soler, “leader” delle Dame di Bianco, recentemente ha dichiarato in Spagna che la Cuba di Batista è stata un “gioiello d’oro”. Come integrante che è della nuova muta di annessionisti cubani dovrebbe studiare le parole che ha pronunciato J.F.Kennedy –uno dei suoi presidenti – il 6 ottobre 1960, in una cena offerta dal Partito Democratico nella città di Cincinnati, nell’Ohio, in piena campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. In quell’occasione il giovane senatore ha affermato:

“Nel 1953 la famiglia cubana aveva un’entrata di sei pesos alla settimana. Dal 15 al 20% della forza di lavoro era cronicamente disoccupata. Solo un terzo delle case dell’Isola avevano acqua corrente e negli ultimi anni che hanno preceduto la Rivoluzione di Castro questo abissale livello di vita scese ancora di più, al crescere la popolazione che non condivideva la crescita economica. Solo a 90 miglia c’erano gli Stati Uniti –il loro buon vicino – la nazione più ricca della Terra, con le sue radio, i suoi giornali ed i suoi film, divulgando la storia della ricchezza materiale degli Stati Uniti e le sue eccedenze agricole. Ma, invece di estendere una mano amica al disperato popolo di Cuba, quasi tutto il nostro aiuto è stato in forma di assistenza in armamenti, assistenza che non contribuì alla crescita economica per il benessere del popolo cubano; assistenza che ha permesso a Castro ed ai comunisti di stimolare la crescente credenza che gli Stati Uniti erano indifferenti alle aspirazioni del popolo di Cuba di avere una vita decente…In una maniera antagonista contro il popolo di Cuba, abbiamo usato l’influenza con il Governo per beneficare gli interessi ed aumentare le utilità delle compagnie private nordamericane che dominavano l’economia dell’Isola. Al principio del 1959 le imprese nordamericane possedevano circa il 40% delle terre per produrre zucchero, quasi tutte le proprietà di bestiame, il 90% delle miniere e delle concessioni minerali, l’80% dei servizi e praticamente tutta l’industria del petrolio e somministravano due terzi delle importazioni di Cuba.

Il simbolo di questo atteggiamento cieco è ora in esibizione in un museo de L’Avana. È un telefono d’oro massiccio regalato a Batista dalla Compagnia dei Telefoni.  È un’espressione di gratitudine per l’aumento eccessivo delle tariffe che autorizzò il Dittatore cubano alle istanze del nostro Governo. Ed ai visitatori del museo è ricordato loro che gli Stati Uniti non hanno detto niente su altri eventi che sono accaduti lo stesso giorno che si autorizzò l’eccessivo aumento delle tariffe, quando 40 cubani persero la loro vita in un assalto al Palazzo di Batista…Chissà, il più disastroso dei nostri errori è stata la decisione di creare e dare appoggio ad una delle dittature più sanguinanti e repressive della lunga storia della repressione latinoamericana. Fulgencio Batista assassinò 20 000 cubani in sette anni, una proporzione della popolazione di Cuba maggiore che quella dei nordamericani che sono morti nelle due grandi guerre mondiali…Portavoci dell’Amministrazione elogiavano Batista, l’esaltavano come un alleato fidato ed un buon amico, mentre Batista assassinava migliaia di cittadini, distruggeva le ultime vestigia di libertà e rubava centinaia di milioni di dollari al popolo cubano.

Aumentammo una costante corrente di armi ed approvvigionamenti a Batista, giustificandola in nome della difesa emisferica, quando in realtà il suo unico uso era placare l’opposizione al Dittatore ed ancora, quando la guerra civile a Cuba stava in tutto il suo apogeo –fino a marzo del 1958 – l’Amministrazione continuò inviando armi a Batista, che usava contro i ribelli, aumentando il sentimento anti-nordamericano ed aiutando a fortificare l’influenza dei comunisti…Por esempio, a Santa Clara, nel centro di Cuba, c’è un’esibizione che commemora i danni causati nella città dagli aeroplani di Batista nel dicembre del 1958. La parte più importante dell’esibizione è una collezione di frammenti di bombe con l’iscrizione sotto di due mani strette che dice “Mutuo Defense-Made in USA”…Anche quando il nostro governo fermò l’invio di armi, la nostra missione militare rimase per addestrare i soldati di Batista per combattere i rivoluzionari e si rifiutarono di andare via fino a che le forze di Castro erano già per le strade de L’Avana”. [1]

È chiaro che non possiamo chiedere a Berta che apprenda i profondi studi storici realizzati da investigatori cubani sulla dittatura di Batista, ma sicuramente non smetterà di leggere uno dei suoi presidenti statunitensi. Questo sarebbe un difetto imperdonabile per lei. Magari leggendo lo stesso Kennedy, potrà interessarsi nell’approfondire e conoscere alcune verità di quella che è stata la Cuba di Fulgencio Batista.

[1]Citado por Carlos Lechuga en: Itinerario de una Farsa, Editorial Pueblo y Educación, Ciudad de La Habana, 1991, pp.127-129.

di Elier Ramirez Cañedo

preso da La Pupila Insomne

traduzione di Ida Garberi

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