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Indigene violate raccontano le torture nel giudizio contro Rios Montt

Efrain Rios Montt

Efrain Rios Montt

Con i visi coperti con mantelli, dieci donne dell’etnia maya ixil hanno testimoniato questo martedì presso una corte del Guatemala sugli atroci abusi sessuali e torture che hanno sofferto per l’intervento dei soldati durante il regime (1982-83) dell’ex dittatore Efrain Rios Montt, processato per genocidio.

Con la voce rotta dal pianto e con l’aiuto di un interprete, una testimone ha anche spiegato che i soldati hanno commesso abusi sessuali contro sua madre che le diceva “che non piangesse né gridasse, perché altrimenti ci avrebbero ammazzate.”

Un’altra donna che non ricorda la sua età, ha attestato che è stata violata per 10 giorni in un distaccamento militare nel municipio di Cotzal, dove è stata portata “contro la sua volontà”, dopo che i soldati hanno fatto sparire suo marito.

I soldati “che stavano imprigionandomi, hanno abusato di me (…). Ho sofferto abbastanza, voglio solo che mi aiutino”, ha supplicato la testimone al tribunale.

In un altro racconto e senza aiuto di traduttore, una donna di 58 anni ha ricordato che nel 1982 elementi dell’esercito hanno riunito varie donne nella chiesa cattolica di Cotzal.

“Sono stati vari uomini che ci hanno violato”, ha affermato, ricordando che sono state anche picchiate e minacciate di morte.

“Anche mia mamma è stata violata nel salone parrocchiale. L’hanno strascinata come se fosse un cane morto, l’hanno legata”, ha aggiunto.

Poi sono state portate in una caserma militare dove sono continuati gli abusi.

Uno dei soldati gli ha gridato che era in quel luogo “perché il presidente Rios Montt ha detto che bisogna buttarli nella spazzatura, tutti quelli dell’area ixil, perché voi state collaborando con la guerriglia.”

I municipi di Chajul, Cotzal e Nebaj formano parte del chiamato triangolo ixil, nel dipartimento di Quichè, dove vivono colonizzatori di questa etnia che è discendente dei maya.

Malgrado il giudizio sia per genocidio, le testimonianze di violazione sessuale sono inerenti al processo perché uno degli elementi “soggiacenti” è che con l’intenzione di distruggere il gruppo si sono commesse lesioni fisiche e psicologiche, ha spiegato all’AFP il pubblico ministero Orlando Lopez.

Gli avvocati di Rios Montt non si sono pronunciati durante la presentazione delle donne indigene e si sono limitati a fare poche domande congiunturali sui fatti.

Fuori dalla sala delle udienze della Corte Suprema di Giustizia, nel centro della capitale, un gruppo di donne ha realizzato una manifestazione in solidarietà con le indigene.

“La loro verità è la nostra verità”, “La violazione sessuale è genocidio”, segnalavano alcuni striscioni posti dai gruppi difensori dei diritti umani.

Rios Montt e l’ex ufficiale di intelligenza militare Josè Rodriguez sono accusati del massacro di 1.771 indigeni maya ixil, accaduto tra il 1982 ed il 1983, uno dei fatti più cruenti della guerra che ha vissuto Guatemala per 36 anni (1960-1996) e che ha lasciato 200.000 morti o scomparsi, secondo l’ONU.

con informazioni di AFP

traduzione di Ida Garberi

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