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Un numeroso pubblico apprezza le pitture di Antonio Guerrero

Un numeroso pubblico ha assistito a San Francisco all’inaugurazione della mostra di pittura “Mariposas endemicas de Cuba” di Antonio Guerrero, uno dei Cinque cubani prigionieri politici negli Stati Uniti.

I 25 disegni, realizzati con la tecnica dell’acquarello, hanno rivelato la sensibilità ed umanità di Guerrero, che ha sviluppato le sue doti come poeta ed artista plastico in carcere.

“Un respiro immenso mi dà il vostro appoggio e la vostra fratellanza, dopo già quasi 15 anni di reclusione ingiusta”, ha affermato il lottatore cubano in un messaggio ai partecipanti nella cerimonia, effettuata il 29 marzo nel Centro Culturale Eric Quezada de La Mision, nel cuore del quartiere latino di San Francisco, in California.

L’arte libera la mente, ma “più di tutto, un uomo è libero quando, come una farfalla, sparge per la mondo pace e bontà; quando il bene è tutto quello che rinchiude il suo pensiero e la sua azione”, ha detto, secondo il testo del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque ricevuto da Prensa Latina.

Persone di tutte le età, molti di loro ispanici, hanno dimostrato il loro stupore ascoltando per la prima volta sull’ingiustizia commessa contro Guerrero, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.

Il riconosciuto cineasta statunitense Saul Landau, autore del documentario “Prego, si alzi il vero terrorista”, ha esortato i presenti a fare un appello per chiedere ai loro congressisti che facciano qualcosa per cambiare la politica del loro paese verso Cuba.

Inoltre, ha sollecitato i presenti a partecipare alla campagna per il ritorno alla sua patria dei Cinque cubani.

Da parte sua, Alejandro Murguia, poeta premiato e professore dell’Università Statale di San Francisco, ha condiviso con l’udienza alcuni dei suoi poemi ed inoltre ne ha letto uno di Antonio Guerrero intitolato “La Simple Libertad”.

Mentre, Alicia Jrapko, coordinatrice negli Stati Uniti del Comitato Internazionale, reiterò che i Cinque hanno tentato di frenare i piani finanziati, organizzati ed eseguiti dai gruppi di origine cubana radicati a Miami, che hanno causato nell’isola caraibica più di tre mila 400 morti negli ultimi 50 anni con le loro azioni criminali.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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