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Chavez vive, la lucha sigue!

Immediatamente dopo il triste annuncio dato alla nazione dal vicepresidente Nicolas Maduro, che annunciava l’avvenuta morte del Comandante Hugo Chavez, in migliaia si sono riversati nelle piazze di Caracas e dell’intero Venezuela. «Somos todos Chavez», «Chavez vive, la lucha sigue!», «no volveran!», questi i principali slogan scanditi a gran voce dal popolo deciso a difendere la propria rivoluzione, quel grandioso progetto di emancipazione dal capitalismo liberista, dal colonialismo, dall’ingerenza imperialista, dalla povertà; iniziato quindici anni prima con l’ascesa al potere del Comandante Hugo Chavez.

Un popolo compatto, unito nella lotta, deciso a rendere onore alla figura storica di un Comandante che ha dedicato la sua esistenza alla causa dell’emancipazione dei popoli latino americani, della realizzazione di quella Patria Grande immaginata dal libertador Simon Bolivar. Segno inconfutabile di come ci si trovi dinanzi a un leader che gode di grande sostegno popolare e non di un volgare caudillo come cerca di dipingerlo in maniera alquanto goffa il circuito mainstream italiano.

Questo popolo cosciente rappresenta il miglior prodotto del «chavismo». Capace di tramutare immediatamente il dolore in forza, per andare avanti in maniera ancor più risoluta nella costruzione di quel Socialismo del XXI secolo che Hugo Chavez ha perseguito con forza, profondendo le sue migliori energie. Avendo come unico obiettivo quello di ridare dignità a popoli calpestati e saccheggiati da secoli, costretti nell’indigenza, umiliati, privati di sovranità. Descritti in maniera mirabile da Eduardo Galeano nel libro «Le vene aperte dell’America Latina». Insomma, grazie al Comandante la ruota della storia ha iniziato a girare per il popolo venezuelano che adesso non permetterà che torni indietro, ai tempi della lunga e buia notte neoliberale. Dominata dai cani da guardia del capitale finanziario, i funzionari di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, che applicavano sugli stati sudamericani utilizzati come cavie da laboratorio, ricette economiche assurde provenienti direttamente dalla Casa Bianca di Washington. Sia detto per inciso, sono le medesime che stanno affossando l’Europa.

Per comprendere bene come mai Hugo Chavez sia tanto amato dal suo popolo, quanto osteggiato e calunniato dai media internazionali e dai servi dell’imperialismo a stelle e strisce ci può venire in soccorso Galeano, che spiega: «Perché Hugo Chavez è un demone? Perché ha alfabetizzato 2 milioni di venezuelani che non sapevano leggere e scrivere, ma vivono in un paese che ha la risorsa naturale più importante del mondo, che è il petrolio. Io ho vissuto in questo paese pochi anni e sapevo esattamente quello che era. Lo chiamavano “saudita Venezuela”, dal petrolio. C’erano 2 milioni di bambini che non potevano andare a scuola perché non avevano documenti. Venne un governo, che era il governo diabolico demoniaco che fa le cose di base, come dire che “ai bambini dovrebbe essere permesso di andare a scuola, con o senza documenti”. E cadde il mondo: questa è la prova che Chavez è un malvagissimo male. Già che ha quella ricchezza, il petrolio che, grazie alla guerra in Iraq, ha un prezzo troppo alto, e lui vuole usarlo per la solidarietà. Vuole aiutare i paesi del Sud America, in particolare Cuba. E Cuba invia medici, e lui li paga con il petrolio».

Capito adesso? Questo demonio, classico caudillo antidemocratico addirittura amico di Cuba che lo considera come un suo «figlio», ha usato i proventi del petrolio non più per rimpinguare i già lauti forzieri delle multinazionali, ma per donare una vita degna agli ultimi, agli esclusi. Per dare concretezza alla parola solidarietà. Porre in essere riforme di struttura orientate alla costruzione di una società più equa e giusta. Socialista. Per questo, anche nel giorno della sua morte, riversano sulla sua figura d’indomito combattente al servizio del popolo, tonnellate di menzogne che il vento della storia spazzerà via inesorabilmente.

di Fabrizio Verde, in esclusiva per Cubadebate

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