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Cuba: una pietra miliare nella storia della Rivoluzione

Raul Castro e Miguel Diaz-Canel

Raul Castro e Miguel Diaz-Canel

L’inaugurazione della nuova legislatura dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP) ha segnato una pietra miliare nella storia della Rivoluzione Cubana.

Miguel Diaz-Canel, ingegnere elettronico di 52 anni e sperimentato quadro di direzione è stato scelto come primo vicepresidente del Consiglio di Stato (CE).

Un gran passo nel trasferimento della direzione storica della Rivoluzione alle nuove generazioni delle più alte responsabilità dello Stato, che deve concretarsi in modo “graduale ed ordinato” nei prossimi cinque anni, ha segnalato il presidente Raul Castro. Ha anche puntualizzato che quello che incomincia sarà il suo ultimo mandato.

Ma con tutta la sua importanza, la questione non si limita all’ascesa di una sola persona, per quanto occupi la seconda carica nella gerarchia dello Stato cubano, definito, secondo il testo costituzionale, come il successore del presidente, in caso di assenza. Esistono molti più dati che riflettono la volontà politica di promuovere nuove infornate, rispondendo ad un meticoloso piano e, sicuramente, di cercare sempre di più una composizione rappresentativa del popolo cubano negli organi di governo. Sono anche stati eletti due nuovi vicepresidenti del CE in sostituzione di leader storici della Rivoluzione: Salvador Valdes Mesa, un conosciuto dirigente sindacale negro e Mercedes Lopez Azea, la dirigente del Partito Comunista di Cuba (PCC) nella provincia de L’Avana, nata dopo il trionfo della Rivoluzione. Un altro operaio negro con un lungo curriculum di servizio nel PCC, Esteban Lazo, ha ricevuto l’ammissione del parlamento come il suo nuovo presidente.

La media di età dei deputati all’ANPP è ora di 48 anni ed il 70% è nato posteriormente al trionfo rivoluzionario. E’ stato rinnovato un 67,26% dei suoi membri ed è aumentata leggermente la proporzione di deputate donne, oltre ai negri ed ai mulatti: 48,86 e 37, 9%, rispettivamente. Nel processo elettorale appena concluso, di un totale di 15 province, in 10 sono state elette donne come presidentesse delle Assemblee Provinciali del Potere Popolare (equivalenti alle statiste). Dei 31 membri del CE, 41,9 e 38.6 % sono rispettivamente donne e negri e meticci, con una media di età di 57 anni. Raul, con la sua abituale espressione critica e diretta, ha osservato la necessità di “evitare che si ripeta la situazione di non contare opportunamente sulle sufficienze riserve di quadri preparati per occupare i posti superiori del paese ed assicurare che la staffetta dei dirigenti costituisca un processo naturale e sistematico.”

L’intervento di Fidel Castro dal suo seggio di deputato ha dimostrato i due piani in cui si districa la realtà per i rivoluzionari. In uno: “…ogni anno di resistenza, tra il 1959 ed il 2013 è stato una vittoria che il nostro piccolo paese ha diritto a proclamare!”; “Lottiamo per idee che consideriamo giuste… alle quali milioni di cubani hanno dedicato la loro gioventù e la loro vita”; 800.000 cubani hanno compiuto missioni internazionaliste; “Nell’ottobre del 1962, la nazione è stata sull’orlo di trasformarsi in un campo di battaglia nucleare”; la fulminante vittoria di Baia dei Porci ha evitato una sanguinante guerra “che sarebbe costata agli invasori nordamericani centinaia di migliaia di vite” ed a Cuba distruzione e perdite umane incalcolabili; “Siamo stati vittime della ‘guerra sporca’ durante molto tempo, e 25 anni dopo la Crisi di Ottobre, truppe internazionaliste cubane difendevano l’Angola dagli invasori razzisti sudafricani”, provvisti di armi nucleari somministrate dall’Israele, con l’approvazione degli Stati Uniti. “L’odioso sistema razzista ha smesso di esistere”; “La lotta di classe sfrenata a poche miglia dalla sede dell’impero è stata la scuola politica più efficiente che non ha mai avuto un paese… ha aperto le sue porte più di 50 anni fa”. Dai pionieri (studenti delle scuole elementari) fino alle persone anziane, siamo stati alunni di questa scuola; “la gran battaglia” che d’accordo a quello che mi raccontava Raul “si impone” è una lotta senza tregua contro le cattive abitudini e gli errori che commettono giornalmente molti militanti”.

L’altro piano: “Mentre i poli si distruggono velocemente, il livello dei mari aumenta per il cambiamento climatico, inondando grandi aree in poche decine di anni…”

Nel suo intervento centrale Raul ha ricordato che “sono stato scelto per difendere e continuare a perfezionare il socialismo, non per distruggerlo” ed ha terminato il suo discordo citando il midollare concetto di rivoluzione, esposto da Fidel il 1º maggio 2000.

di Angel Guerra Cabrera

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

foto Ismael Francisco

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