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Approva presidente siriano ampia amnistia generale

Bashar al-Assad

Bashar al-Assad

Il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha proclamato oggi un’ampia amnistia generale per i delitti commessi prima del 23 ottobre 2012, che perfino sostituisce la pena di morte con altre condanne.

A scarsi giorni della celebrazione della festività musulmana del sacrificio o Eid al Adha, il mandatario ha promulgato il Decreto Legislativo 71 che, tra le altre, sostituisce la pena di morte con lavori forzati a perpetuità o l’ergastolo, dipendendo dal delitto incriminato.

Cambia anche la pena dei lavori forzati a perpetuità con lavori per 20 anni.

Il decreto concede amnistia per tutte le penalità che siano temporanee o perpetue, per quelli che soffrono di una malattia incurabile, ed anche per quelli che sono arrivati all’età di 70 anni, se hanno commesso il delitto prima di compiere questa età, recensisce l’agenzia di notizie Sana.

Da queste disposizioni si esclude il contrabbando di armi e droga, che sono condannati anche dalle leggi islamiche.

Queste persone che hanno commesso i delitti di fuga interna stabiliti nell’articolo 100 del Codice Penale Militare promulgato dal Decreto Legislativo 61 dell’anno 1950, sono anche stati esonerati dal governante.

Tuttavia, i rei di questo delitto dovranno consegnarsi alle autorità competenti in un periodo massimo di 30 giorni.

Emerge che nell’amnistia si contemplano i delitti previsti nella Legge 51 dell’anno 2001, relativi alle armi ed alle munizioni.

Saranno beneficiari dell’iniziativa quelle persone che consegnino le armi alle autorità competenti in un periodo massimo di 30 giorni, seguenti alla data di emissione del decreto, aggiunge Sana.

La disposizione legale stipula, inoltre, la formazione di una commissione del ministro di Giustizia, in coordinazione col ministro di Difesa, per creare comitati medici che esaminino le domande degli aventi diritto.

Il passo dato si iscrive dentro i compromessi assunti dal Governo per favorire l’inizio del dialogo tra siriani e finire con l’onda di violenza che scuote il paese, come ha detto a Prensa Latina una fonte ufficiale che ha chiesto l’anonimato.

Attualmente, l’inviato dell’ONU, Lakhdar Brahimi, si trova in Siria, tentando di avanzare con le iniziative che l’aiutino alla conformazione di un piano per favorire un dialogo tra differenti settori di questo paese, convinto che il cammino delle armi non risolverà il problema.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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