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Cancelliere ecuadoriano difende il diritto di asilo di Julian Assange

Ricardo Patiño

Ricardo Patiño

Il cancelliere dell’Ecuador, Ricardo Patiño, affermò, nella sede delle Nazioni Unite, a New York, che il salvacondotto affinché Julian Assange possa rifugiarsi nell’asilo politico concesso dal suo paese è necessario e giusto. “Ora l’unica possibilità per potere risolvere in forma legale, giusta ed umana il caso è la consegna da parte del Regno Unito del salvacondotto”, spiegò.

Patiño dissertò sul caso davanti ai partecipanti nel forum “L’asilo diplomatico, fortificando il sistema internazionale dei diritti umani”, nel quale espose gli argomenti del suo paese per accettare la petizione del giornalista australiano.

Il capo della diplomazia ecuadoriana segnalò che Assange è un individuo con diritti ed il suo paese ha degli obblighi, come Stato, di proteggerlo, considerando che esistono indizi di una persecuzione politica negli Stati Uniti contro di lui, dopo la pubblicazione dei documenti nel sito di WikiLeaks.

Espose che, forse potrebbe sorge un’altra alternativa per concludere il caso, benché ricordasse che fino ad ora solo l’Ecuador ha offerto una possibilità.

D’altra parte, manifestò che durante il dialogo con le parti implicate, a Regno Unito e Svezia, sono state richieste delle garanzie affinché Assange non fosse estradato ad un terzo paese, e tuttavia, non sono state date soluzioni a questi dubbi.

Quando l’Ecuador ha preso la decisione di concedere l’asilo -precisò – sapeva quali erano le implicazioni per la difesa dei principi umani, che collocò al di sopra di altri elementi, per cui è assolutamente preparato per tutto quello che possa succedere.

Assange, supponiamo, che anche lui sapeva, quando prese questa decisione, quali erano le implicazioni, così che, i rischi, credo che sono più grandi per quelli che non hanno accettato la necessità storica di metterlo in libertà, affermò.

Enfatizzò che il fondatore di WikiLeaks è confinato, ma non per la responsabilità dell’Ecuador, e se qualcuno ha messo in dubbio la decisione infrangibile di proteggere la vita di Assange e la sua integrità, si sbaglia.

“Il Governo dell’Ecuador non farà retromarcia nella sua decisione”, riaffermò Patiño pochi minuti dopo avere esposto le ragioni per le quali il suo paese ha concesso protezione all’attivista australiano ed ha fatto riferimento al rifiuto di vari organismi internazionali della minaccia britannica di entrare nell’Ambasciata di Quito a Londra con la forza per arrestare il giornalista.

Reiterò, inoltre, che l’Ecuador è stato l’unico a proporre soluzioni per il problema, fatto che include tre paesi per risolvere il caso e negò che abbia preteso di ostruire l’investigazione in Svezia contro Assange per presunti delitti sessuali.

Inoltre, il creatore di WikiLeaks si diresse ai presenti nella sala dell’ONU in una tele-conferenza, nella quale denunciò le investigazioni contro la sua fondazione da parte della CIA e del Dipartimento di Stato.

Patiño ringraziò il governo australiano per avere espresso il suo interesse ad occuparsi della protezione della salute del suo cittadino, fatto che considerò un gesto importante in questo processo.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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