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Rompendo il silenzio: Libertà per i Cinque!

Adriana Perez (a sinistra) ed Elizabeth Palmeiro

Adriana Perez (a sinistra) ed Elizabeth Palmeiro

Adriana Perez ed Elizabeth Palmeiro, mogli di due dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, hanno ringraziato gli organizzatori di un tribunale ed un’assemblea popolare per denunciare le violazioni giudiziali commesse contro di loro, che si sta svolgendo in Canada.

Le due donne hanno manifestato la loro gratitudine ai partecipanti nei due eventi, che si svolgeranno fino a domenica nel municipio di Toronto, come parte della campagna mondiale di appoggio ai loro coniugi, Gerardo Hernandez e Ramon Labañino, e dei loro compatrioti Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez.

Sul tribunale e l’assemblea organizzati dagli attivisti, il primo avrà come oggettivo divulgare le irregolarità del processo legale contro i Cinque ed emetterà una dichiarazione basata sulle attestazioni delle sentenze, il pagamento ai giornalisti, il trattamento inumano che hanno ricevuto in prigione ed il rifiuto dei visti ai loro parenti per visitarli.

Mentre, l’assemblea elaborerà ed approverà un piano di azione per fare pressione sul governo del Canada e sul presidente statunitense, Barack Obama, per liberare i Cinque e permettere loro di ritornare alla loro terra natale.

Domani, i partecipanti si concentreranno di fronte al consolato degli Stati Uniti a Toronto per esigere la scarcerazione immediata ed incondizionata dei lottatori cubani.

Nell’incontro sono presenti personalità come l’attore Danny Glover; Lemelin Denis (presidente del Sindacato Canadese dei Lavoratori Postali); il sindacalista britannico Tony Woodley e le attiviste Cindy Sheehan e Gloria La Riva (coordinatrice del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque cubani), tra gli altri.

Di seguito riportiamo il testo integrale della dichiarazione di Adriana ed Elizabeth:

Toronto, 21 settembre 2012

“Innanzi tutto vogliamo ringraziare, a nome dei Cinque Eroi, dei loro parenti e del popolo cubano in generale, lo sforzo delle organizzazioni di solidarietà e le personalità che hanno organizzato ed appoggiato questo importante evento “Rompendo il silenzio: Libertà per i Cinque”, come a tutte le personalità che hanno deciso unire le loro voci a beneficio della libertà dei nostri mariti.

Questo 12 settembre sono trascorsi 14 anni di ingiusta reclusione per Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Gerardo Hernandez, e malgrado la giustizia e la ragione stiano dal nostro lato, i loro diritti umani più elementari continuano essendo calpestati, anno dopo anno, senza che il governo degli USA decida di mettere fine a questa aberrazione giudiziale.

Oggi il caso dei Cinque continua ad essere un tema ovviato, taciuto dai grandi mass media, ed ignorato dall’opinione pubblica internazionale. Di lì l’importanza che si realizzino eventi come questo, dove la stampa possa ascoltare gli argomenti di prima mano, e dove gli amici abbiano l’opportunità di dissipare incognite su questo caso, piuttosto manipolato dal potere mediatico.

In questi momenti, l’ultima risorsa legale che abbiamo per difendere i Cinque Eroi è l’Habeas Corpus, in attesa di revisione della stessa giudice che li condannò. Si sono presentate nuove evidenze del pagamento del governo nordamericano a vari giornalisti, affinché inquinassero la sede dove si realizzò il giudizio, quello che impossibilitò che gli accusati cubani ricevessero un giudizio giusto ed imparziale a Miami.

Allo stesso modo, si continua ad esigere al governo degli Stati Uniti che riveli l’informazione relativa ai radar, dato che l’accusa più grave, la più crudele di cui è imputato Gerardo, è quella di cospirazione per commettere assassinio. Tuttavia, lì stanno le prove che dimostrano che lui non ha niente a che vedere col destino degli aerei da turismo.

Il Procuratore Generale degli Stati Uniti ha la potestà di sollecitare alla giudice Joan Lenard, di Miami, che annulli le accuse contro i Cinque cubani condannati nel 1998 in questa città; nonostante, questo non è successo fino al giorno di oggi.

In questi 14 anni di ingiusto incarceramento, anche noi, parenti dei Cinque, siamo stati vittime dell’odio irrazionale di un segmento della comunità cubana nella Florida e delle autorità nordamericane. La prolungata separazione ci ha impedito di godere in famiglia momenti meravigliosi, o di abbracciarci e piangere insieme la morte di un essere amato.

I figli sono cresciuti senza i loro genitori, e le madri sono invecchiate senza vedere i loro figli, alcune di loro sorpassano gli 80 anni e temono di non vederli ritornare. Gerardo non ha potuto assistere alla funzione funebre di sua madre, che passò gli ultimi quattro anni della sua vita senza vedere suo figlio. Recentemente Renè ha perso suo fratello, vittima del cancro, ed  appena ha potuto vederlo negli ultimi momenti della sua vita ed ora è privato di poter compartire la maternità di sua figlia maggiore.

I reiterati rifiuti di visti per Adriana Perez ed Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, rispettivamente, costituiscono una flagrante violazione dei diritti umani.  Mentre, il governo degli USA insiste nel mantenere quest’ultimo in territorio nordamericano, dove la sua vita corre pericolo in una libertà vigilata divenuta prigione domiciliare.

Tutto questo è stato il prezzo da pagare per tanti anni di accanimento, per questo che chiediamo alla comunità internazionale che aumenti i suoi sforzi e le azioni per avere influenza sulla decisione del presidente Obama, affinché faccia uso delle sue prerogative e metta fine a questa ingiustizia”.

traduzione di Ida Garberi

 

 

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