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Dogana degli USA blocca lotto umanitario del Canada per Cuba

Funzionari della Dogana degli Stati Uniti mantengono oggi bloccato un camion con aiuti umanitari donati da varie città canadesi per mandarli a Cuba, come parte della XXIII Carovana dei Pastori per la Pace.

Le autorità ostacolarono ieri il passo del veicolo nell’incrocio confinante di White Rock-Blaine, nella costa ovest, con il pretesto che trasportava beni commerciali che hanno bisogno di una garanzia per entrare nel paese settentrionale, indicò un comunicato del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque cubani.

Secondo il testo il carico del camion include sedie a rotelle, articoli educativi e sportivi, raccolti in varie città e comunità della provincia della Columbia Britannica del Canada.

Gli ufficiali della Dogana obbligarono l’autista del camion a parcheggiarlo per una seconda ispezione e dopo più di quattro ore gli negarono l’accesso senza prima pagare una garanzia e precisarono che non permetterebbero l’entrata agli attrezzi sportivi.

Questo è un altro esempio flagrante di come l’amministrazione del presidente Barack Obama continua stringendo il bloqueo criminale che dura da più di 50 anni invece di tentare di normalizzare le relazioni con Cuba, ha detto il portavoce della carovana, Bill Hackwell.

Questa politica coercitiva è costata più di 975 mila milioni di dollari al paese della nazione caraibica e viola le norme del Diritto Internazionale e della Lettera di Nazioni Unite.

La coordinatrice della Comunità di Vancouver in Solidarietà con Cuba, Tamara Hansen, si domandò se gli Stati Uniti sono realmente minacciati da palloni da calcio e palle da baseball usate.

Il camion rimane stazionato di fronte alla frontiera, dove i partecipanti alla carovana e vari attivisti accampano in segno di protesta fino a che l’aiuto passi senza nessuna condizione.

L’obiettivo del progetto è rompere il bloqueo finanziario, economico e commerciale che Washington mantiene contro la nazione antillana, benché la comunità internazionale abbia condannato e reclamato il sollevamento immediato di questa misura ostile per 20 anni consecutivi, davanti all’Assemblea Generale dell’ONU.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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