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Denunciano a Cuba blocco di accesso al servizio di Google Analytics

Mass media cubani denunciarono oggi il blocco per gli utenti del paese dell’applicazione di Internet Google Analytics, servizio potente di statistiche di siti web e blog.

D’accordo con un articolo del sito digitale Cubadebate, quando si cerca di accedere da un computer sull’isola, appare un messaggio che rimanda alla pagina del Dipartimento del Tesoro, che vigila il compimento delle sanzioni stabilite dal bloqueo degli Stati Uniti.

Google Analytics, come esprime l’annuncio dell’applicazione, è una delle soluzioni di analisi web più complete sul mercato e, inoltre, è gratuita, ma questa politica non si applica nel caso di Cuba.

Questo non è l’unico servizio che Google censura per i cubani a causa del bloqueo imposto più di 50 anni fa, perché non sono a portata degli internauti della nazione antillana anche servizi come Google Earth, Google Destktop Search e Google Toolbar, segnala l’articolo.

Non è possibile l’entrata, perfino, a Google Code Search, che suppostamente promuove i vantaggi del software libero.

La proibizione funziona extra territorialmente, perché chi desidera, per esempio, scaricare il Google Desktop in applicazioni ubicate in qualunque paese che non siano gli Stati Uniti, non potrà neanche farlo se i robot scoprono che la direzione da dove si collega l’utente è cubana.

Il testo denuncia che non si tratta della prima censura di Google ai mass media cubani, perché nel gennaio del 2010 disattivò il sito di Cubadebate in Youtube, in un momento in cui il canale aveva mille 600 milioni di scariche e 475 video, dalla sua apertura nel 2007.

Davanti a questa situazione, il governo cubano denunciò la chiusura del canale di Cubadebate in Youtube, nel Simposio Internazionale di libertà di espressione organizzato dall’Unesco che si è svolto a Parigi il 27 gennaio 2011.

È notorio che questo atto arbitrario contro Cuba si sia prodotto 48 ore dopo l’annuncio che Google avesse accettato il sollecito dei governi per bloccare gli internauti, d’accordo con un’analisi divulgata dalla stessa multinazionale di Internet, risalta l’articolo.

La relazione illustra che da luglio a dicembre del 2011, dipendenze governative degli Stati Uniti hanno fatto 187 solleciti per ritirare contenuti di Internet, comparato con i 97 che hanno fatto da gennaio a giugno.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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