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Stampa statunitense definisce Cristina Fernandez populista e ladra

L’influente quotidiano statunitense The Wall Street Journal ha chiesto l’espulsione dell’Argentina del G-20, per punire la presidentessa Cristina Fernandez per la nazionalizzazione parziale dell’industria petrolifera YPF.

Il quotidiano si scaglia contro la presidentessa al punto di qualificarla come ladra, perché secondo il suo punto di vista, nazionalizzare l’impresa è stato un furto alla multinazionale spagnola Repsol.

“Rubando Repsol, la signora di Kirchner pretende approfittarsi dei sentimenti nazionalisti” ed impadronirsi delle somministrazioni di petrolio ed i mezzi per alimentare “la macchina del clientelismo politico” assicura l’influente mezzo di stampa.

Nel suo editoriale, The Wall Street Journal accusa Cristina Fernandez di incoraggiare sentimenti nazionalisti per salvare la sua presidenza e di distruggere il modello economico della nazione sud-americana.

Da parte sua, un altro importante mezzo di stampa nordamericano, The Washington Post, qualificò la capo del governo come populista e l’accusò di allontanarsi dal “progresso economico” dei suoi vicini.

In un articolo d’opinione intitolato “l’Argentina sceglie il suo passato”, il quotidiano osserva che quando è stata rieletta presidentessa il passato ottobre aveva l’opzione di “continuare col populismo autocratico che praticava prima delle elezioni o portare il suo paese verso i mercati globali ed il mondo democratico.”

La nazionalizzazione è un diritto riconosciuto nella Costituzione dell’Argentina. La gestione corrotta di Repsol nell’amministrazione di YPF obbligò Buenos Aires a sborsare circa 9400 milioni di dollari nel 2011 e per il presente anno l’importo si sarebbe incrementato a 12 mila milioni.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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