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Obama annuncia che approverà la legge per controllare il ciberspazio

Il mandatario statunitense, Barack Obama, annunciò che un disegno di legge diretto a proteggere lo Stato dalla “crescente minaccia dei ciberattacchi” è già sul tavolo e sarà studiato dal Congresso. Questa dichiarazione fatta durante il Discorso Annuale sullo Stato dell’Unione dal presidente viene dopo una serie da attacchi del gruppo di hacker Anonymous, la settimana scorsa.

Gli attacchi, in protesta per la chiusura del portone Megaupload, si diressero contro i siti della Casa Bianca, dell’FBI, del Dipartimento di Giustizia degli USA e della compagnia Universale Music Group (UMG). Come risultato, collassarono le pagine web del Dipartimento di Giustizia e di UMG. Altre pagine che risultarono colpite dalle azioni dei pirati informatici sono Warner Music Group e Sony Music.

La chiusura di domini come Megaupload “genera dubbi sul destino dell’informazione sequestrata dagli agenti della polizia e la sua incidenza sul diritto fondamentale all’intimità ed all’inviolabilità delle comunicazioni dei cittadini”, sottolinea l’avvocato spagnolo Carlos Sanchez Almeida.

A sua volta, l’ex capo dell’intelligenza nordamericana John McConnel ha detto che Washington è capace di ”rispondere in maniera adeguata a questo tipo di aggressione cibernetica” e segnalò che il paese può realizzare ciberattacchi che potrebbero eliminare i sistemi informatici dei suoi nemici.

Inoltre, commentò che gli USA hanno usato già questo tipo di armi. Inoltre McConnel segnalò che la CIA ha esperienza per eliminare la minaccia degli hacker.

L’autore ed analista Juan Carlos Zambrana crede che queste tipo azioni da parte degli USA potrebbero portare ad un controllo totale dei mezzi di comunicazione. Nel caso in cui gli USA imponessero il loro controllo su Internet, qualunque bugia sarebbe data per valida.

Tuttavia, secondo Zambrana “negli ultimi tempi per i paesi egemonici è stato difficile controllare e continuare a manipolare l’informazione per l’esistenza di Internet.”

“C’è ora una guerra tra i diritti civili del cittadino ad informarsi ed il monopolio dell’informazione che hanno i grandi gruppi di potere per manipolare questa informazione”, ha concluso.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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