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The New York Times risalta il lavoro dei medici cubani ad Haiti

Medico cubano ad Haiti

Medico cubano ad Haiti

Il lavoro dei medici cubani nella lotta contro il colera in Haiti, per più di un anno, è stato riconosciuto oggi dal quotidiano statunitense The New York Times.

In un articolo divulgato nella sua pagina digitale, il giornale rivelò che mentre l’epidemia continua in quell’impoverito paese caraibico, il lavoro dei medici provenienti da Cuba è stato sottolineato da personale diplomatico e donatori compromessi con frenare la malattia.

Riconoscendo gli sforzi degli specialisti, hanno sottolineato che i cubani si mantennero fermi e nella prima linea di combattimento contro il male, che ha riscosso circa sei mila 600 vite e colpito 476 mila haitiani da ottobre dell’anno scorso.

Alcuni, come Paul Farmer, inviato speciale delle Nazioni Unite a Porto Principe e fondatore dell’organizzazione Partners in Health, risaltarono che è stata la squadra cubana la prima a dare il segnale iniziale di allarme sul focolaio.

Il funzionario ricordò che quando l’epidemia stava nel suo picco più alto, nel dicembre passato, la metà delle organizzazioni non governative si erano ritirate da questa nazione, ma la presenza cubana è rimasta.

L’articolo ha riflettuto inoltre le dichiarazioni dell’insegnante Katrin Hansing che scrive un libro sull’aiuto cubano ad altri paesi, che sottolinea come nonostante il bloqueo degli Stati Uniti questa nazione si distacca per la solidarietà internazionale, fattore che eleva l’immagine storica dell’arcipelago di fronte a Washington.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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