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Articoli su Autori
DECIFRANDO IL PENSIERO DEL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI
Non è troppo difficile. Dopo il suo insediamento, Barack Obama ha
dichiarato che la restituzione del territorio occupato dalla Base
Navale di Guantánamo al suo legittimo proprietario doveva anzitutto
valutare se danneggiava, oppure no, anche solo minimamente, la
capacità difensiva degli Stati Uniti.
L’UNDICESIMO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI
Lo scorso martedì 20 gennaio 2009, Barack Obama ha assunto il comando
dell’impero, undicesimo presidente degli Stati Uniti dal trionfo della
Rivoluzione Cubana nel gennaio del 1959.
L’incontro con Cristina
La conversazione è durata 40 minuti, lo scambio d’idee è stato intenso ed interessante come m’aspettavo. È una persona di profonde convinzioni. Non ci sono state discussioni.
L’INGIUSTIFICABILE DISTRUZIONE DELL’ECOSISTEMA
La società capitalista può evitarla? Le notizie che arrivano sul tema
non sono rassicuranti. A Poznan si sta analizzando il progetto che sarà
presentato a Copenaghen nel dicembre del prossimo anno, dove si
discuterà e si approverà il Protocollo che sostituirà quello di Kyoto.
UN IMMENSO ED IMMERITATO ONORE
L’Ordine al Merito della Comunità degli Stati dei Carabi è un immenso ed immeritato onore, che ringrazio infinitamente.
Navigare contro la marea
Dopo il discorso di Obama della sera del 23 maggio di quest’anno presso
la Fondazione Nazionale Cubano-Americana, creata da Ronald Reagan, ho
scritto il 25 dello stesso mese una riflessione intitolata La cinica
politica dell’impero.
LA GRANDE CRISI DEGLI ANNI 30
È un tema difficile di spiegare, anche se sembra molto semplice. Il
sistema della Riserva Federale degli Stati Uniti, come frutto del
capitalismo in pieno sviluppo, si crea nell’anno 1913. Già Salvador
Allende, che tutti ricordiamo come uomo della nostra epoca, aveva
compiuto circa 15 anni.
DIMITRI A. MEDVEDEV
Gli ultimi messi sono stati di sorprendenti cambiamenti e nuove
situazioni. I yankee lanciarono le loro azioni illegali contro Osetia
del Sud e Abjazia, due paesi che non hanno niente a che vedere con
Georgia, armata fino ai denti dagli Stati Uniti, che incoraggiarono e
prepararono gli uomini e hanno fornito le armi per attaccare le forze
russe che erano legalmente lì per evitare gli spargimenti di sangue
che si producevano, un fatto riconosciuto dalla comunità internazionale
e pendente di soluzione. Dall’avventuriera guerra dell’Iraq si
muovevano, per rafforzare gli attaccanti, duemila mercenari georgiani
al servizio dell’infame guerra di conquista yankee in cerca di petrolio.
TRASPARENZA TOTALE
¿Chi lo mette in dubbio? Osservatori da tutte le parti e da tutti gli aspetti hanno assistito ai comizi del Venezuela il 23 novembre. Hanno trasmesso i loro dispacci con assoluta libertà. L’oligarchia gridava rumorosamente lanciando al mondo la grossolana calunnia che la prolungazione della chiusura degli uffici elettorali, che dava ai cittadini l’opportunità di votare, era con il proposito di commettere frode, sebbene fosse stato accordato e annunciato in anticipo dal Consiglio Nazionale Elettorale.
IL G 20, IL G 21 ED IL G 192
Come se non ci fossero assai cause per impazzire, la proliferazione delle sigle con motivo della crisi si moltiplica in un modo tale, che nessuno riesce a capirle. La prima è stata quella del G 20, gruppo selezionato che a Washington ha preteso di rappresentare tutti; la seconda, il gruppo anche selezionato dell’APEC che si è riunito a Lima; c’erano presenti il paese più ricco, gli Stati Uniti, al numero uno, con un Prodotto Interno Lordo pro capite di 45 mila dollari annui, e quello che si trova al posto 100 circa, la Repubblica Popolare cinese, con 2 483, il maggior investitore in Buoni del Tesoro di quel paese.