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Articoli su Revolucion Ciudadana
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Ricardo Patiño: «Noi cittadini sovrani e disobbedienti»
La sala è gremita. Quando il ministro degli Esteri ecuadoriano, Ricardo Patiño, arriva al centro sociale romano «el Chentro» di Tor Bella Monaca, martedì sera, non ci sono più posti a sedere. Al tavolo ha già parlato Gianni Minà e i rappresentanti delle comunità indigene amazzoniche in guerra con la Chevron. Dopo la cena, il concerto con Matices, Sigaro della Banda Bassotti e Assalti Frontali. Ci sono personalità politiche regionali e locali (5 stelle e Pd), docenti e studenti dell’università Roma Tre, che ieri hanno ospitato Patiño. Alle pareti, una mostra sui disastri ambientali delle multinazionali in Amazzonia.
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Tour en Italia de la Red de Amigos de la Revolución Ciudadana
Meno povertà e più equità, giustizia sociale, educazione e sanità accessibili a tutti, diritti ambientali sanciti nella carta costituzionale. Una società dove a comandare è l’essere umano con i suoi bisogni, e non più il capitale finanziario. Quelli appena elencati sono solo alcuni aspetti del sueño ecuatoriano. Un sogno divenuto necessario, come scriveva Guy Debord riferendosi agli immani guasti causati dal capitalismo, e reso concreto da quel processo politico denominato Revolucion Ciudadana, che ha avuto inizio con l’ascesa al potere del presidente Rafael Correa.