Articoli su Lenin Moreno

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Militari Usa tornano in Ecuador

manta

L’articolo 5 della Costituzione ecuadoriana, approvata nel 2008, dichiara l’Ecuador un territorio di pace, “dove non è permessa l’installazione di basi militari straniere. Inoltre, è proibito cedere basi militari nazionali a forze armate straniere”. Purtroppo, la Costituzione di Montecristi è stata invece disattesa dall’attuale presidente e dal suo governo, aldilà delle dichiarazioni di facciata in cui si giura che non sarà riaperta la base militare di Manta, dismessa nel 2009, e che i militari statunitensi non resteranno in maniera permanente in Ecuador.

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Ecuador, Rafael Correa: “Assange è già stato consegnato agli Stati Uniti”

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L’ex presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha denunciato il grave peggioramento dello stato di salute dal fondatore di Wikileaks, e giornalista, Julian Assange. Correa ha evidenziato che la circostanza non è casuale, ma parte di un accordo tra il suo successore, Lenin Moreno, e il governo degli Stati Uniti, con la scopo di giungere alla conclusione che vede protagonista il giornalista australiano. Visto che gli Stati Uniti che cercano in tutti i modi di catturarlo.

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Ecuador e Stati Uniti valutano riattivazione delle relazioni bilaterali. Dove vuole andare Lenin Moreno?

Rafael Correa

Continua in Ecuador l’inversione a U di Lenin Moreno. Il nuovo presidente eletto soprattutto grazie alla popolarità di cui godeva Rafael Correa, sconfessa ulteriormente il suo predecessore, anche sulle alleanze internazionali del paese. Come confermato dal vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, non proprio un amico dell’America Latina socialista e progressista, nel corso di questo mese visiterà l’Ecuador per “riattivare” le relazioni tra i due paesi.

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L’appello di Oliver Stone e Noam Chomsky per la libertà d’espressione di Assange

Julian Assange

Rivolgiamo un appello al Governo dell’Ecuador affinché permetta a Julian Assange il suo diritto alla libertà di espressione. Se mai c’è stato un momento in cui risultava chiaro che il caso di Julian Assange non è mai stato solo un caso legale, ma una battaglia per la protezione dei diritti umani fondamentali, è questo.

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Correa sul referendum in Ecuador: “Non ha validità. E’ un colpo di stato e Moreno andrebbe perseguito politicamente e giuridicamente”

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Nonostante la sconfitta, Correa ha dichiarato che il voto ha mostrato che i suoi sostenitori mantengono un sostegno significativo. “Congratulazioni a tutti i nostri attivisti! Nessun movimento nella parte del si può ottenere il 36%. Raggiunto in un breve periodo di tempo e in una lotta così impari. La lotta continua. Non possiamo accettare di violare l’ordine costituzionale secondo lo stato di diritto. Sempre avanti alla vittoria! “

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Maduro esortò a continuare la lotta per la sovranità dell’America Latina

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Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, esortò oggi a continuare la lotta per la sovranità dell’America Latina, per costruire per vie pacifiche un modello di sviluppo umanista in tutti i paesi della regione. Continuiamo a costruire strade di pace per una America latina libera e sovrana, come lo sognarono i nostri liberatori, commentò il capo di Stato nel suo account della rete sociale di Facebook, a proposito di commemorarsi questo mercoledì il 195º anniversario della Battaglia di Pichincha.

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Ecuador, ora zero

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L’ora arrivò: Lenin Moreno affronterà il banchiere Guillermo Lasso, in un’elezione che avrà ripercussioni regionali, indipendentemente dal risultato. Rafael Correa denunciò, molto tempo fa, prima degli analisti, politologi ed economisti della regione, il tentativo di “restaurazione conservatrice”, come lo chiamò acerbamente, che cominciava a svilupparsi in America Latina e nei Caraibi. Quindi arrivò Macri e Temer che dilapidarono il termine in pochi mesi di “nuova destra” col quale alcuni pretendevano abbellirli: svalutazione, licenziamenti e “tarifazos”, nel caso argentino, e privatizzazioni, ritagli all’investimento sociale e terziarizzazione imprenditoriale, nel caso brasiliano, conformarono il quadro di impoverimento sociale crescente in entrambi i paesi, lontano da qualunque gradualismo e vicino all’ortodossia economica che ha esatto sempre l’FMI e gli organismi multilaterali di credito sorti dopo Bretton Woods.