Articoli su golpe di stato

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Josè Manuel Zelaya: “Come non hanno potuto vincere contro Cuba, non potranno neanche col Venezuela”

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Un golpe militare, al vecchio stile, è scoppiato all’alba del 28 giugno 2009, in Honduras. Sono passati già dieci anni da quel golpe di Stato che ha abbattuto il presidente costituzionale della Repubblica, Josè Manuel Zelaya Rosales. Oggi ho l’immenso privilegio di conversare, via telefonica, con l’ex presidente Zelaya, che gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande.

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In politica il dialogo fa avanzare le cose

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Il 13/05/19, ho salutato e conversato con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nel suo ufficio del Palazzo di Miraflores, Caracas. Nella sede del governo la più completa normalità. Prima di incontrare il Presidente mi hanno sistemato in una saletta perché l’Ambasciatore della Confederazione Elvetica (Svizzera) stava presentando le sue carte credenziali. La guardia d’onore, con il suo vistoso abito rosso da ussaro, presenta gli onori e interpreta gli inni nazionali. Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana riceve anche una delegazione di rappresentanti delle Nazioni Unite.

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Il Golpe di Stato in Venezuela non era un golpe

Juan Guaidò (s) e Leopoldo Lopez (d)

Provare a fare un golpe di stato in Venezuela da un ponte nella zona dei ricchi di Caracas, con due veicoli anti-sommossa ed una quindicina scarsa di soldati ha lasciato gli Stati Uniti in un vicolo senza uscita. Il tentativo è stato un disastro militare e politico per gli statunitensi e la destra venezuelana, riconosciuto da gran parte dei media del mondo. Le diverse analisi, superficiali e affrettate, cambiavano nella forma, però, in sostanza, ammettevano sia che le Forze Armate Bolivariane sono assolutamente allineate con il Presidente Nicolas Maduro, sia che i golpisti non sono riusciti a motivare la rivolta delle forze armate.

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Repubblica conquista la pole position nel sostegno al golpismo in Venezuela

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Ci aspettavamo un articolo sulla nuova macchina del golpista Guaidò che facesse il seguito con le foto da starlette recenti, ma le nostre attese rimangono irrealizzate in quella che è davvero una delle pagine più tristi del giornalismo italiano.

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Congiuntura pericolosa

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La caricatura del golpe di Stato del 30 aprile a Caracas si è sgonfiata in serata, senza che fosse necessaria un’azione militare per sopprimerla. Di fatto, la grande maggioranza dei grandi militari “in ribellione”, inviati mediante l’inganno alle prime ore del mattino al distributore di Altamira, rendendosi conto che pretendevano usarli in un’azione golpista, si sono messi in comunicazione con i rispettivi superiori e già a mezzogiorno avevano lasciato i ribelli tornando alle loro unità.

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Venezuela: appunti precipitosi

Un gruppo ridotto di militari prendono un viale dell'est di Caracas

Prima del 2, inevitabilmente, c’è sempre l’1. Esistono, per questo motivo, fattori sufficienti per imparentare il tentativo golpista in Venezuela con l’ansietà della dirigenza statunitense, il paramilitarismo colombiano ed i rivali interni che stanno captando mercenari privati. Questo puzzle, o parte di lui, si spiega attraverso la fortunata cattura di Wilfredo de Jesus Torres Gomez, alias Necoclì, capo della banda conosciuta come Los Rastrojos, una di quelle disegnate per azioni diverse cospirative e destabilizzanti contro il governo di Nicolas Maduro. È conosciuta come “Empresa” ed è l’associazione delle “Autodefensas Unidas de Colombia” ed il “Cartel del Valle del Cauca”.

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Call of Duty invita a generare un blackout in Venezuela

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Il videogioco di stile bellico Call of Duty ricrea nella sua più recente versione un intervento militare a Caracas, che ha come parte della “missione” installare un virus nel sistema elettrico per generare un blackout. La diga di sbarramento de El Guri è un obiettivo di attacco nel videogioco di spari in prima persona. Appaiono una serie di elementi che evocano la capitale venezuelana, come il cerro El Avila, la torre Provinciale ed una bandiera del Venezuela

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Juan Guaidò, un prodotto di laboratorio che non funziona più

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Un articolo pubblicato da Orlando Avendaño sul giornale reazionario PanamPost afferma che l’idea della presidenza di transizione di Juan Guaidò è nata in una riunione nella sede dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Secondo Avedaño, nell’incontro del 14 dicembre, il segretario generale, Luis Almagro, con Julio Borges, Leopoldo Lopez, Maria Corina Machado e Antonio Ledezma, hanno definito l’ultima gran scommessa dell’opposizione, ossia far nascere un governo di transizione.

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I numeri di Exxon dimostrano il perché del golpe contro Dilma

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ExxonMobil ha annunciato che ha aggiunto 4,5 miliardi di barili di petrolio equivalente alle sue riserve comprovate l’anno scorso, che è più di tre volte quello che il gigante multinazionale ha prodotto nel 2017. Il numero riflette una scioccante ripresa dopo che Exxon, nel 2016, si vide costretta a ridurre le proprie riserve in più di 3 miliardi di barili.

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Venezuela: la farsa degli aiuti umanitari come pretesto per l’intervento militare

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Secondo qualche malizioso prevenuto a Donald Trump non interessa un tubo del popolo venezolano ma il circo mediatico che si sta allestendo alla frontiera con la Colombia sembrerebbe piuttosto destinato a fornire un viatico a un disastroso intervento militare, secondo il modello già sperimentato in Iraq e Libia. Si tratta ovviamente dei soliti faziosi ed antidemocratici i quali, non contenti di avere condotto allo sbando e alla fame uno Stato un tempo prospero,vorrebbero negare allo zio Sam il suo sacrosanto diritto di invadere le sue colonie od ex-colonie situate nel cortile di casa.