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Articoli su Cuba
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Papa Francesco inviò i suoi saluti a Fidel Castro arrivando a Cuba
Al suo arrivo oggi a Cuba e dall’aeroporto internazionale Josè Martì, il papa Francesco inviò un saluto al leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro. Il Sommo Pontefice nelle sue parole durante la cerimonia ufficiale di benvenuto alla quale ha partecipato il presidente cubano, Raul Castro, gli ha chiesto facesse arrivare questo saluto speciale a Fidel Castro.
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Raul Castro: a nome di questo nobile popolo, le do il più caldo benvenuto
Santità: Il popolo ed i Governo cubani lo ricevono con profondo sentimento di affetto, rispetto ed ospitalità. Ci sentiamo molto onorati per la sua visita. Potrà apprezzare che amiamo profondamente la nostra Patria, per la quale siamo capaci di realizzare i più grandi sacrifici. Ci ha guidati sempre l’esempio degli eminenti della Nostra America che ci hanno trasmesso dignità, prodezza e generosità. Per loro abbiamo saputo praticare l’assioma martiano che Patria è Umanità.
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Cuba denuncia l’inasprimento dell’illegale bloqueo imposto dagli Usa
Nonostante le misure annunciate dal presidente Barack Obama il 17 dicembre 2014 e la sua dichiarate volontà ad impegnarsi in un dibattito con il Congresso per la rimozione del bloqueo, leggi e regolamenti che sostengono tale politica rimangono in vigore e trovano applicazione con il massimo rigore possibile da parte delle agenzie del governo degli Stati Uniti, in particolare dagli Uffici del Dipartimento del Tesoro e del Commercio», ha dichiarato il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, secondo quanto riportato da Cubadebate.
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Medici cubani disertori in Colombia: marionette usa e getta contro il dialogo Cuba-USA e pure … contro il Venezuela
L’ultra destra cubano-americana continua a cercare argomenti per attaccare il ristabilimento delle relazioni tra Cuba e USA. E, pure, per danneggiare l’immagine del Governo del Venezuela. Uno dei più recenti: il caso di un gruppo di medici cubani che, dopo aver abbandonato la loro missione in Venezuela e cercato asilo nell’Ambasciata USA in Colombia, sono da mesi senza risposta dalle autorità USA.
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Perfino Donald Trump vuole relazioni diplomatiche con Cuba
Donald Trump pensa che l’apertura con Cuba “sta bene”. L’eccentrico miliardario, famoso per i suoi reality shows e commenti xenofobi, pensa che “cinquanta anni sono sufficienti”, una dichiarazione che lo distanzia dalle sue abituali opinioni contro la politica estera di Barack Obama.
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Come, Cuba accettò cedere la Base di Guantanamo? La distorsione della Storia trasformata in informazione
La sezione TV del quotidiano spagnolo “El Pais” ha visitato la Base Navale di Guantánamo, ma non per avvicinarsi agli orrori della prigione di alta sicurezza, ma per intervistare le/i cubane/i che, decenni fa, hanno deciso di rimanere a vivere nella Base e rompere con il loro paese.
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Presentano a Buenos Aires esposizione fotografica su Fidel
Una raccolta di immagini del discorso di Fidel Castro nel 2003, dalla scalinata della Facoltà di Diritto dell’Università di Buenos Aires, è presentata nel Centro Culturale della Cooperazione della capitale argentina, con il nome Cronica di un giorno indimenticabile. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 6 settembre ed è stata presentata da Horacio Lopez, vicedirettore dell’istituzione, insieme all’ambasciatore di Cuba in questa nazione sud-americana, Orestes Perez, e Jorge Anrò, leader del sindacato dei lavoratori del centro universitario, uno degli organizzatori di quell’atto 12 anni fa.
L’America Latina non vive un’epoca di cambiamenti, bensì un cambiamento di epoca
La famosa frase del titolo, enunciato del presidente ecuadoriano Rafael Correa, oggigiorno, non è oramai qualcosa di profetico, bensì una realtà invariabile. Stava pensando proprio questo mentre osservava John Kerry parlando nel cortile della nuova ambasciata statunitense a L’Avana. Lui stesso ha dovuto ammettere: “Prima di terminare voglio, sinceramente, ringraziare i leader delle Americhe, che hanno spronato gli Stati Uniti e Cuba per molto tempo affinché allacciassero di nuovo i loro lacci diplomatici normali”.
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Appello alla solidarietà internazionalista
La gioventù ribelle di tutto il mondo, i popoli lavoratori, non possono rimanere con le braccia incrociate dinanzi alle politiche di ingerenza, verso la creazione di un secondo piano Condor in tutto l’emisfero occidentale, da parte della “Roma americana”, come la definiva José Martí, e di quelle oligarchie nazionali latinoamericane, gli epigoni di quella classe dominante santanderista che allora tradì i sogni di emancipazione sociale di Simón Bolívar e Manuelita Saenz.
