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Giornalista di TeleSur in Venezuela, Adriana Sivori, sopravvive ad un colpo di arma da fuoco

Adriana Sivori

Adriana Sivori

Grazie al giubbotto antiproiettile, la giornalista Adriana Sivori, della catena televisiva multinazionale TeleSur, riuscì ad uscire illesa da uno sparo di arma da fuoco che le colpì la schiena mentre copriva una manifestazione organizzata dall’estrema destra in questa capitale.

L’incidente è successo ieri, nelle vicinanze dell’autostrada Francisco Fajardo della capitale, quando tentava, insieme ad altri mezzi di stampa, di dare copertura ad un “sit-in”convocato dalla Mensa dell’Unità Democratica (MUD), coalizione di partiti dell’estrema destra in Venezuela.

“La pallottola mi ha raggiunta. Il giubbotto antiproiettile evitò che mi uccidessero”, raccontò la giornalista in un’intervista che ha trasmesso ieri sera TeleSur.

Sivori spiegò che, nonostante portasse un casco ed il giubbotto antiproiettile identificati con insegne “Stampa”, lei ed altri giornalisti sono stati attaccati “da una pioggia di pallottole da un edificio dietro di noi, sembrava fossimo in una guerra ed era un angolo ridotto”.

La squadra giornalistica di TeleSur, insieme ad altri reporter, sono anche stati attaccati con bombe molotov.

“Credo che l’attacco era direttamente contro di noi”, aggregò Sivori.

“Avevamo le telecamere. Come hanno potuto non vederle? C’erano vari cameraman, eravamo vari giornalisti. Allora, non credo che loro non sapessero che eravamo della stampa”, sottolineò.

La minaccia ricorrente ai giornalisti aggrediti è “non filmino i manifestanti”.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

foto: dal Facebook di Astrid Manzanita, Ahuachapan

intervista con Adriana Sivori

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