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Le falsità della propaganda contro Siria

skynewsMolti, con squisitezze tecniche esagerate, sono i continui video in internet od in siti come SkyNews destinati a propagandare la disinformazione sul dramma che vive Siria.  

Gli esempi al riguardo sono abbondanti perché nessuno dei grandi mezzi di diffusione in Occidente o Al Jazeera od Al Jarabiya, nella regione del Medio Oriente, sono capaci di smentirli.

Così sta accadendo dal 2011, quando fallirono i calcoli per promuovere una guerra civile in Siria che propiziasse l’intervento diretto degli Stati Uniti. Allora si sono succeduti i piani B, C e D fino a terminare tutte le lettere dell’alfabeto.

Fu la promozione del terrorismo come metodo di azione per provocare panico ed indurre il pericolo della morte nelle strade di Damasco o di qualunque altra città siriana.

Non meno di 600 attentati, diretti contro installazioni statali o private e che distrussero la vita di più di mille persone, riempirono di incertezza, impotenza ed inquietudine coloro che non immaginarono una politica di distruzione sistematica dei valori storici, sociali, politici e religiosi in questo paese del Levante.

Nessuno può ovviare ora e senza ricorrere a presunte teorie di cospirazione che propiziare il caos, il terrorismo o qualunque azione genocida, rispondeva e risponde ad un’elaborata programmazione.

Il più recente fatto è stato quando SkyNews menzionò ad oltre un migliaio di russi contrattati per “lottare contro i terroristi in Siria, pagati 3000 dollari ognuno e dei quali circa 500 erano morti in combattimento”.

Quella catena diffuse ampiamente un reportage al riguardo, con protagonisti falsi, in scenari falsi e circondati da un alone di fantascienza degno del migliore film del genere.

Una catena russa, la NTV, dimostrò le falsità al riguardo quando intervistò uno dei “famosi mercenari” conosciuto come Dimitri nel video di Sky e che risultò in realtà essere l’attore di un teatro di Mosca chiamato Alexander Agbabov.

Ma SkyNews è solo una parte di un’impalcatura propagandistica contro Siria che include non meno di 12 canali di televisione via satellite radicati fondamentalmente in Arabia Saudita ed in Qatar.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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