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Vecchi contro giovani: La logica del brexit?

britanicos-marcharse-UE-restante-quedarseI signori politologi sono arrabbiati. I signori progressisti sono anche irritati. La gente non vota quello che dovrebbe! Tanto il Brexit come il risultato delle elezioni presidenziali in Spagna hanno prodotto nei mass media e nelle reti sociali un torrente di reazioni emozionali ed inquiete.  

Molta carta, molte inchieste e molta “evidenza scientifica” prima delle elezioni, per giungere alla profonda conclusione che il problema è che il popolo europeo è reazionario, conservatore, egoista, cieco e vecchio! Soprattutto vecchio. I vecchi, esseri furbi dove sono, si starebbero mangiando il futuro dei giovani, i vecchi avrebbero votato in massa per sostenere i loro privilegi a costo di un futuro che non appartiene loro.

Vecchi contro giovani: Swift

Questa è la logica primaria che dirige la maggioranza delle interpretazioni di queste elezioni. L’argomento intergenerazionale è attraente perché è semplificatore ed emozionale: ci permette di segnalare colpevoli (i vecchi stanno dappertutto) e perseguirli (benché sia solo simbolicamente). Se la questione è essere o non essere vecchio, tutto il complesso dibattito ideologico rimane relegato a beneficio di emozioni primarie.

Se il contenuto emozionale dell’argomento “vecchi contro giovani” è tanto intenso, magari ci sarà molto più utile la letteratura che la scienza sociale per comprendere la sua logica. Non so se i politologi progressisti hanno letto Jonathan Swift, ma nella sua riduzione del risultato del Brexit a “vecchi mangiandosi il futuro dei giovani” sembrano essere ispirati nella gran satira del 1729, “A modest proposal”. Il titolo completo dell’opera satirica era “Una modesta proposta per prevenire che i bambini dei poveri dell’Irlanda siano un peso per i loro genitori o per il paese, e per renderli utili al pubblico”. Questo testo breve e brillante risponde alla situazione di povertà estrema e fame nera nell’Irlanda dell’epoca, nella quale i proprietari terrieri inglesi soffocavano i braccianti locali riscuotendo loro alcune tasse impossibili da assumere.

Di fronte all’impossibilità di alimentare le famiglie numerose, Swift propone una soluzione ironica e crudele con un tono di totale serietà: che i braccianti possano consegnare i suoi figli come parte del pagamento delle tasse ai proprietari terrieri. Questi si vedrebbero beneficiato con un alimento di prima qualità, molto meglio che la carne di maiale ed i genitori poveri si eviterebbero dover dare da mangiare ad un’altra bocca, oltre al guadagno diretto per la “vendita” dei loro figli. Il testo di Swift è pieno di calcoli numerici che dimostrano la convenienza irrefutabile della sua proposta. Si tratta di una critica alla crudeltà cieca del calcolo razionale economico che faceva già acqua nella sua epoca. Non sembra difficile, nell’interpretazione di “vecchi contro giovani” del Brexit, vedere una realizzazione della satira di Swift.

Giovani contro vecchi: Bioy

Ma la stessa idea di leggere il risultato del referendum britannico e delle elezioni spagnole in questa maniera, potrebbe dimostrare che, effettivamente, c’è un “guerra generazionale” in marcia, ma nel senso contrario: possono essere i giovani che dominano il discorso pubblico (i giornalisti, i politologi, gli internauta di twitter), quelli che sono arrabbiati col risultato, perché in fondo considerano che questi vecchi ignoranti non hanno diritto di difendere i loro diritti, che in realtà bisognerebbe abbassare le pensioni e tirarli fuori dalla barca come zavorra. Anche questa idea dei giovani all’offensiva contro i vecchi ha un’incarnazione letteraria famosa.

In 1969 Adolfo Bioy Casares pubblicò il romanzo “Diario della guerra del maiale”, una narrazione nel quale risalta non già l’odio alla vecchiaia in una dimensione economica bensì metafisica. “E’ finita la dittatura del proletariato per dare luogo alla dittatura dei vecchi”. Ciò che è vecchio è la sede di tutto ciò che è spiacevole ed anticipa che se non si prendono delle misure, la vecchiaia finirà per dissipare le risorse della società: prima si viveva fino ai 50, nel momento in cui si sviluppa la narrazione l’età era ascesa agli 80 e si credeva, pensano i personaggi del romanzo, che presto si arriverebbe ai 100. La società è dominata dalla vecchiaia, a meno che i giovani si organizzino in gruppi per perseguire i vecchi, la vecchiaia avrebbe vinto la battaglia.

Quale dei due punti di vista è quello corretto?

Ovviamente nessuno. Swift e Bioy lo sapevano con una saggezza molto più grande dei contendenti retorici che popolano oggi i giornali. Che tutti i vecchi sono stati giovani e tutti i giovani saranno vecchi è quasi un’identità contabile. Che una vecchiaia sempre più lunga è un problema economico, è un risultato aritmetico ed un’incognita filosofica. Magari la cosa migliore che gli scienziati sociali possano fare con pudore è lasciare il passo agli Swift ed ai Bioy, alla satira ed al romanzo di fantascienza. Non risolveremo niente, ma ci divertiremo più.

Con informazione di El Español

Traduzione di Ida Garberi

Foto: EFE

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