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Paco Ignacio Taibo II, Gael Garcia ed altri intellettuali messicani condannano sparizione degli studenti della scuola pedagogica

Artisti ed intellettuali del Messico hanno fatto ascoltare le loro voci nella condanna per la sparizione di 43 studenti della scuola pedagogica di Ayotzinapa, a Iguala, stato di Guerrero, ed hanno esatto al governo federale la verità sul caso.

Il quotidiano La Jornada ha divulgato una lettera aperta nella quale si biasima che le autorità pretendano di dare un gestione politica a questo crimine.

Inoltre espressero la sua preoccupazione per quello che qualificano come simulazione, manipolazione e mezze verità dette in maniera confusa da agenti del governo rispetto alla fine degli studenti della scuola pedagogica.

Discussero sull’identità dei 28 cadaveri localizzati nelle prime fosse comuni incontrate nella zona. Se non sono questi studenti, “allora quale è la loro identità”, sottolinea la missiva.

Hanno anche criticato che si pretenda occultare il processo di identificazione, soprattutto per versioni forensi che i resti sono di persone morte in giorni recenti.

Il 26 settembre passato, in vari incidenti violenti, la polizia municipale di Iguala ha provocato sei morti, una ventina di feriti e la sparizione fino ad oggi di 43 giovani studenti della scuola pedagogica .

“Il Messico si è trasformato in una tomba senza nome dove cadono tutte le vittime ed i desaparecidos”, conclude la lettera che firmano Elena Poniatowska, Juan Villoro, Gael Garcia, Paco Ignacio Taibo II, John Ackerman e Dolores Heredia, tra altre personalità che sommano una lunga lista.

Con informazione di agenzie

traduzione di Ida Garberi

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