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Ken Loach: la BBC fa parte dell’apparato statale

Frammento di un libro di scritto da questo prestigioso cineasta insieme a Frank Barat, di Indigene Editions e pubblicato nel sito dell’analista Michelle Colon.  

“Ho avuto la fortuna di lavorare nella BBC negli anni 60. La televisione era allora un mezzo di comunicazione giovane e lo spirito dell’epoca permetteva, dentro certi limiti, di aprire la cultura e le programmazioni alle classi popolari. Col tempo il controllo è cresciuto. Quanti più anni passano, più si è sviluppato e solidificato il formato che, in termini di udienza, funzionava meglio. Tutto è stato burocratizzato, gerarchizzato e, come in ogni industria, la pressione sulla produzione si è intensificata enormemente.
La tendenza è di ridurre le squadre e moltiplicare i “managers”, che devono intervenire in tutti i settori per giustificare la loro presenza, dal casting fino allo scenario. Negli anni sessanta nessuno ti diceva chi dovevi contrattare. Attualmente l’elenco di attori deve essere approvato dai rappresentanti delle ditte produttrici, da quelli della BBC o di ITV, dal responsabile del dipartimento, dal responsabile della catena… tutte persone che non hai mai visto prima e che devono approvarlo. All’improvviso il fautore, a chi vengono imposti gli attori, che non può lavorare senza supervisione nello scenario, ha un potere quasi nullo. In modo che sicuramente non può essere originale. Sia la pressione che l’esautorazione annullano l’originalità.

Questo è quello che i sindacati devono denunciare e combattere con durezza. Altrimenti per i fautori è impossibile lavorare, l’uso che si fa della televisione non è accettabile. È un mezzo che ha un enorme potenziale ma quello che si trasmette sugli schermi è molto limitato. Le stesse celebrità, gli stessi reiterati film, la stessa ristretta visione politica, i programmi di cucina, di arredamento della casa, di tessuti… è tutto tanto e terribilmente noioso!

Oggi fare televisione è come fabbricare un prodotto qualunque. È il manager che pretende di interpretare il mercato, che poi decide. Tutto deve soddisfare il mercato e quella che dà forma al prodotto è l’economia.

È difficile resistere individualmente

In Europa abbiamo ancora la fortuna di contare con una nicchia che, se siamo ragionevoli, ci permette di produrre i film che vogliamo. Benché, detto questo, riconosco che l’importo di cui si dispone è limitato. Gli spettatori generano un’entrata che definisce quanto si può spendere in un film. Pertanto, dipendendo dal pubblico, è necessario essere redditizio.

Cambiare questa situazione dipende da un cambiamento politico molto più ampio. E’ un fatto che i grandi gruppi della televisione fanno parte dell’apparato statale. Sono amministrati da persone famose dello Stato, secondo un sistema gerarchico molto verticale. È il Governo quello che concede le concessioni alle ditte commerciali e nomina i dirigenti della BBC, che è il principale fornitore dell’ideologia, insieme alla stampa di destra, e della formazione del nostro tempo.

L’influenza della televisione nella popolazione è enorme. È un’istituzione statale la cui prima missione è trasmettere l’ideologia del potere locale. In modo che le nomine sono cruciali poiché sarebbe disastroso per lo Stato che questo strumento cadesse nelle mani sbagliate. Questo è ancora più vero per la stampa. Sarebbe necessario che fosse diretta da cooperative e che nessuna ditta potesse essere padrona di più di un giornale. Sono, naturalmente, rivendicazioni rivoluzionarie che lo Stato, come è attualmente organizzato, non accetterà mai”.

di Ken Loach

da Cubadebate

traduzione di Ida Garberi

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