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Situazione tesa in Honduras per repressione

Honduras vive oggi una situazione tesa dopo che ieri forze antisommossa hanno sloggiato violentemente dalle installazioni del Congresso, con uso di sfollagente e gas lacrimogeni, i deputati e militanti di sinistra del partito Libertà e Rifondazione (Libre).  

L’azione repressiva è accaduta dopo che leader e deputati di Libre, che è la seconda forza parlamentare in Honduras, con 37 seggi, abbiano esatto di essere tenuti in considerazione nelle discussioni di temi dalla Direzione del Congresso, che ostacola e non permette al partito di presentare iniziative di legge, oltre a negar loro la parola.

Venerdì scorso la direzione del Congresso ha fatto giurare illegalmente nuovi membri della Tribunale Supremo Elettorale (TSE) senza prendere in considerazione l’opinione di Libre, ha raccontato alla stampa il deputato di questo partito Rasel Tomè, che ha criticato inoltre che le autorità impediscano al popolo di accedere alla sede del legislativa.

Il leader di Libre, l’ex presidente Manuel Zelaya, ha accusato direttamente di questa aggressione il mandatario Juan Orlando Hernandez, che ha definito come apprendista dittatore e poi ha scritto nella rete sociale Twitter: la dittatura cadrà, vogliamo democrazia e pace, No alla frode!

Il violento incidente di ieri è accaduto mentre esiste un nuovo sistema di sicurezza interna, impiantato dalla dirigenza nel Parlamento, che stabilisce che la rotta di accesso per i deputati è attraverso un ascensore e proibisce di accedere ai politici con armi o con la scorta alla sede del legislativo.

Succede anche un giorno dopo che il consigliere comunale della capitale, Rafael Barahona, del partito Libre, fosse ferito da pallottole alla mano sinistra, in un attentato perpetrato da sconosciuti, mentre il politico si dirigeva nella sua auto, verso casa.

Inoltre succede due giorni dopo che un guardaspalle militare approfittasse di un incidente di transito per colpire duramente il direttore dell’organizzazione non governativa Casa Alleanza, Guadalupe Ruelas, che è perseguitato per denunciare l’assassinio di bambini e giovani.

Organismi dei diritti umani hanno denunciato ieri in un forum sulla riforma il sistema di sicurezza e giustizia, che Honduras ha retrocesso nel processo di smilitarizzazione della società per una politica sbagliata, che lo mantiene tra i paesi più violenti del mondo.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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