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Raul Castro: la Rivoluzione cubana continuerà ad essere giovane

La Rivoluzione cubana continuerà ad essere giovane, ha affermato il presidente Raul Castro chiudendo l’atto centrale per il 60°anniversario dell’assalto alla Caserma Moncada, al quale hanno assistito vari governanti dell’America latina e dei Caraibi.

Questa continuerà ad essere la rivoluzione socialista degli umili, per gli umili e a favore degli umili, ha sottolineato il mandatario nello stesso scenario nel quale sei decadi fa ha partecipato a questa gesta che ha diretto Fidel Castro.

Ha detto che è in funzione sull’isola il processo di passaggio graduale ed ordinato alle nuove generazioni delle principali responsabilità di direzione.

Più del 70% della popolazione cubana è nata dopo il trionfo dalla Rivoluzione, ha indicato il capo di Stato.

Sono stati giovani quelli che hanno accompagnato Fidel Castro quel 26 luglio 1953, ha detto ed ha assicurato che le nuove generazioni di cubani continueranno difendendo gli ideali rivoluzionari.

“Sembrerebbe un miracolo che siamo ancora vivi a 60 anni vari dei partecipanti in quegli avvenimenti sui quali si buttò la sete di vendetta della dittatura”, ha riferito.

Ha qualificato come sogni gli ideali che spingevano Fidel Castro ed i suoi compagni, ma ha evocato che cinque anni, cinque mesi e cinque giorni dopo ha eseguito l’ordine del leader della Rivoluzione di esigere ed ottenere la resa della caserma Moncada.

Ha fatto un resoconto storico del processo rivoluzionario cubano che, ha enfatizzato, si è mantenuto forte a dispetto dei tentativi di isolare il paese e farlo arrendere per fame col bloqueo imposto dagli Stati Uniti.

La solidarietà con Cuba dimostra quanto è cambiata l’America Latina dall’assalto alla caserma Moncada, ha osservato il governante, che ha avuto parole di gratitudine per i presidenti del Venezuela, della Bolivia, del Nicaragua e dell’Uruguay che lo hanno accompagnato nell’atto.

Erano presenti anche i capi di governo della Dominica, San Vicente e le Granadine, Antigua e Barbuda e Santa Lucia che condividono con Cuba la condizione insulare e l’integrazione nell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA).

Non ci è mai mancato l’appoggio dei paesi di tutti i continenti, in questione di questa regione che unita nella sua diversità avanza verso la sua seconda indipendenza, ha proclamato.

Riconobbe l’appoggio di vari paesi per la ricostruzione dei danni provocati a Santiago di Cuba dall’uragano Sandy in ottobre del passato anno. “Non si è fatto aspettare il maggiore degli appoggi ricevuti, inviato dal presidente Hugo Chavez”, ha indicato.
Ha spiegato che sono in funzione programmi governativi che, con l’intervento diretto della popolazione, mostrano avanzamenti nel recupero di abitazioni ed infrastruttura, particolarmente colpita in questa zona orientale dell’isola.

Nel suo discorso, di circa 40 minuti, Raul Castro ha reso omaggio all’invincibile comandante in capo della rivoluzione bolivariana in Venezuela, discepolo degli eminenti dell’indipendenza latinoamericana e caraibica.

Ha concluso affermando che il processo bolivariano ha la conduzione solida del presidente Nicolas Maduro ed ha qualificato la marcia delle trasformazioni che hanno luogo in Bolivia ed Ecuador come irrefrenabile.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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