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Stefano Casini: Hasta la Victoria! alla Feria del libro Cuba 2013

Stefano Casini-foto di Tamara Gispert

Stefano Casini-foto di Tamara Gispert

Ida Garberi*

“La passione non ottiene mai il perdono”
Pier Paolo Pasolini

Quando Stefano mi ha contattato nel già lontano 2007 certo non immaginava la mia emozione di poter incontrare l’autore di un fumetto che io ho amato molto: Nathan Never, un personaggio di fantascienza pubblicato dal maggiore editore di fumetti italiano. Oggi giorno che il mondo dei fumetti risulta essere in crisi, nel confronto con l’internet e la web, Stefano continua a regalarci la sua passione ed ha buttarsi nei progetti, molte volte a prescindere dall’aspetto economico.

Infatti pensa che le motivazioni per fare alcuni lavori, ed il fumettista è uno di quelli, non devono risiedere in pulsioni di tipo celebrativo, economico o sociale, ma semplicemente interiori.

E chissà, è stata proprio questa sua passione interiore che da quel marzo 2007, quando ci siamo conosciuti personalmente, ha permesso che ci unisse una sana amicizia. Confesso che in un primo momento ero un po’ scettica sulla sua scelta di disegnare a fumetti la storia della Rivoluzione Cubana nella serie “Hasta la Victoria!”, ma dopo aver letto tutto d’un fiato il primo libro, “Cuba 1957”, ero già stata stregata dal personaggio principale, Nero Maccanti, un marinaio affascinante, che trasuda mistero, curiosità ed intelligenza.

Poi, a dimostrarmi la professionalità e la passione di Stefano, c’è stato che dopo aver scritto i primi due volumi dei quattro previsti per la saga “Hasta la Victoria!”, è voluto venire a Cuba per comprovare il suo lavoro e respirare l’atmosfera dell’isola caraibica.

Stefano racconta che “ho deciso raccontare le gesta della Rivoluzione cubana dopo aver scoperto un libro: ‘Palmeras de sangre’, nascosto in una cesta insieme ad altri, tutti a metà prezzo, lo sguardo è caduto sulla copertina che ritraeva una strada de L’Avana, e il clic è nato così, immediatamente, come molte cose che mi riguardano”.

“Il sentimento ed il coinvolgimento sono venuti dopo, all’inizio c’è stata solamente la sensazione della ‘scoperta’ di un argomento ed una vicenda storica mai narrata in fumetti con tutti i relativi coinvolgimenti possibili, poi il lento avvicinamento, la ricerca dei testi, delle immagini, e poi la storia, che si è scritta da sola”.

“Cuba è una realtà controversa ed interessante, con una storia di una rivoluzione dai risvolti tanto epici quanto eroici che sconfinano nel leggendario ma che, per ovvie implicazioni politiche, soprattutto in Italia, quasi nessuno vi ha mai dato rilievo, nessuno ne parla, nessuno ha girato film o scritto best sellers che la raccontino, il mio entrarci dentro è stato non solo motivo di documentazione, ma anche il coinvolgimento naturale verso una realtà che non conoscevo, tanto che sono andato a visitarla ed ho allacciato amicizie che mi hanno coinvolto in maniera diversa verso tutto il mondo sudamericano di cui tanto poco si parla”.

Già nel lontano 2007, Stefano stava sognando di poter pubblicare la sua storia qui a Cuba, poter raccontare il suo lavoro nel complesso Morro Cabaña, durante la grande festa della Feria del Libro.

E mentre tentava di incontrare la via per poter arrivare a Cuba, mi scriveva in un e-mail:….. “la mia serie è stata pubblicata in Olanda, Belgio, Svizzera, Germania ma mi manca la lingua a cui tengo di più, il castigliano…perché potrebbe essere la chiave di volta per i paesi sudamericani e per la pubblicazione a Cuba, che è la cosa a cui tengo di più. Speriamo di riuscire ad arrivare là dove ci piacerebbe stare!”.

E quest’anno ci è riuscito!

Al momento della presentazione reale dei due primi volumi a L’Avana (Cuba 1957 e Mambo cubano) nella Feria del Libro Cuba 2013, Stefano ha detto: “….Oggi, a sei anni dal mio primo viaggio a Cuba, sono qui a promuovere la mia serie, perché qualcuno ha creduto che la storia di un marinaio italiano che sbarca a L’Avana nel 1957 e piano piano rimane coinvolto in quella che sarà una delle Rivoluzioni più importanti della storia del ‘900, forse poteva essere interessante anche qui, dove quella rivoluzione è stata combattuta e, per questo, concedetemi la grande soddisfazione che sto vivendo in questo momento”.

Infatti, sappiamo perfettamente che non è facile che i cubani accettino che uno straniero racconti la loro storia, per questo Stefano ha avvertito come un grande successo il fatto che il famoso novellista cubano Miguel Mejides, dopo aver letto la sua opera, ha affermato che “dal punto di vista storico è impeccabile”.

Sul personaggio, Nero Maccanti, (in cui Stefano si identifica alquanto) ci racconta che “non è un eroe, si ritrova a combattere in una rivoluzione che piano piano lo coinvolge, non può rimanere insensibile agli avvenimenti e finisce per diventarne un protagonista, suo malgrado. I miei personaggi hanno spesso queste caratteristiche, si trovano coinvolti in problemi più grandi di loro, ma riescono sempre ad uscirne fuori, sono eroi atipici, molto umani”.

Io, che sono un’ammiratrice di Nero, chiedo a Stefano se la vita del marinaio, avventurosa suo malgrado, continuerà prossimamente, anche se so che l’autore non è abituato a dare continuazione ai suoi personaggi da autore completo (disegnatore e sceneggiatore): con stupore mi risponde che può darsi, perché Nero, con una sana “prepotenza”, si è imposto nel cuore di Stefano.

“Per lui, Nero, ho in previsione un processo cronologicamente progressivo, e quindi inizierà il suo cammino lungo gli anni ’60, anch’essi pieni di situazioni da raccontare, ad esempio ho idea di coinvolgerlo in una scorribanda in un paese africano, anch’esso scosso da tumulti di cambiamento, ma in questo preciso momento, non ho il tempo materiale per occuparmene”.

Non solo Nero ha sottratto quasi violentemente più spazio di quello previsto, infatti, tra i personaggi concreti raccontati nell’interessante mescolanza di realtà e fiction di “Hasta la Victoria!”, anche il Che Guevara ha saputo irrompere con energia e strappare, con la sua enorme personalità, molto più spazio di quello che Stefano aveva previsto.

Stefano mi commentava via e-mail, mentre scriveva il quarto volume:  “Saresti contenta di vedere come ho realizzato il tuo amato Che. Nel quarto episodio il Che si è ritagliato una bella ‘particina’, ben più corposa di quello che avevo previsto, segno di una forza intrinseca che si esprime al di là di ogni possibile costrizione di spazio e di tempo”.

Avendo la fortuna di essere amica di Stefano, ho trascorso molte ore con lui in questa settimana del libro a L’Avana e tra i tanti argomenti trattati (non voglio neanche scendere in dettagli sulle recenti elezioni italiane….entrambi siamo rimasti duramente colpiti dallo sfacelo totale di vedere un personaggio così grottesco come Berlusconi votato nuovamente dai nostri connazionali…) non ho potuto trattenermi di domandargli come ha visto L’Avana…..sei anni dopo. Stefano mi risponde che è impressionato positivamente dai lavori di restauro degli edifici e dall’apertura del governo alla proprietà privata.

“Vedere Piazza Vecchia rinata completamente mi ha riempito gli occhi ed il cuore….è vero che manca ancora molto da fare in certe zone, però L’Avana è affascinate, coinvolgente, come una donna di mezza età, dove le rughe non sono affatto dei tratti che la rendono più brutta, ma linee misteriose, testimonianza della vita vissuta!”.

*colonnista di Cubainformacion

1 Comentario

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  1. luca tognaccini / PartecipazioneallaFieradelLibro

    Io non sono una persona di talento come Stefano. Comunque, conquistato da Cuba, ho scritto un romanzino opera prima, “Lezioni cubane”, edito da Sandron a Firenze. Vorrei sapere se è un’opera presentabile alla Fiera 2014 e come si fa concretamente per proporla alla commissione apposita. (a chi spedirlo?come e dove spedirlo?)
    Gracias, muchas gracias. luca tognaccini

    http://www.sandron.it/scheda_cubane.htm

    http://www.sololibri.net/_Luca-Tognaccini_.html

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