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Assessore statunitense abbandona progetto di città modello in Honduras

L’economista statunitense Paul Romer, promotore dell’iniziativa delle città modello in Honduras, abbandonò il progetto adducendo discrepanze con le modificazioni alla sua proposta, commenta oggi tiempo.hn.

D’accordo col sito digitale, il cervello delle città modello disertò perché Honduras interpose temi di sovranità nazionale e che, secondo l’assessore presidenziale per le Regioni Speciali di Sviluppo (RED), Octavio Sanchez, sono quattro differenze insuperabili.

Secondo Sanchez, precisa la fonte, la prima è relazionata col volume delle regioni speciali che per Romer doveva essere di mille chilometri quadrati, mentre progetti simili a quelli dell’Honduras sono stati di sei.

Per Romer un governo straniero doveva assumere la direzione della regione con le sue regole, e Tegucigalpa ha deciso di riservarsi i temi di sovranità come la politica estera, il territorio, la difesa, l’emissione dei documenti ed il tema elettorale, e che i governatori fossero nazionali.

Invece, il cervello dell’iniziativa, proponeva un intervento straniero per definire certi conflitti, e l’Honduras preferì un meccanismo speciale per la nomina di giudici senza nessun vincolo con un paese straniero.

Romer ha promesso di incontrare circa 60 mila milioni di dollari di investimento, fino ad ora solo virtuali, e secondo Sanchez solo Cina e Dubai hanno tali somme e non vogliono investire in un paese senza tradizione in garanzie di investimenti.

Paul Romer ha venduto all’Honduras l’idea di creare zone modello, per lo sviluppo di grandi industrie e dove imperino, tra le altre, le stesse leggi lavorative, tributarie e di investimento degli USA ed i loro stessi sistemi di educazione, salute, viabilità e sicurezza.

Il presidente Porfirio Lobo accolse l’iniziativa e Romer è stato un famoso consulente del mandatario e membro di una chiamata commissione di trasparenza.

Tiempo.hn segnalò che contro il progetto sono stati presentati davanti alla Sala Costituzionale 11 ricorsi per violare disposizioni della Carta Magna sull’uguaglianza in diritti.

Il Pubblico Ministero votò a beneficio di che la Sala Costituzionale annulli la legislazione per creare classi privilegiate nel paese.

Per il coordinatore del Centro di Investigazione e Promozione dei diritti umani, Wilfredo Mendez, la legislazione promossa dal Congresso doveva essere prima sottomessa ad un consenso sociale, dato il suo elevato livello di importanza per l’elevato livello di disuguaglianza che provoca rispetto al resto della popolazione.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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