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Le FARC assicurano che sono arrivate al tavolo di pace senza rancori

Timochenko nel video. Foto: EFE

Timochenko nel video. Foto: EFE

Un’ora dopo le dichiarazioni del presidente Juan Manuel Santos sui dettagli dell’accordo tra le FARC ed il Governo della Colombia, la guerriglia, con Marcos Calarcà (Mauricio Jaramillo) come portavoce, si pronunciò sul tema dal Palazzo delle Convenzioni di Cuba.

Jaramillo confermò che le FARC sono state in questa prima fase di negoziazioni col Governo ed ha presentato il comandante di questa guerriglia, Rodrigo Londoño Echeverry (Timochenko), che ha fatto una dichiarazione attraverso un video.

Timochenko ha fatto un appello alla società colombiana che partecipi al processo di pace, iniziativa “nobile e legittima che difende l’insorgenza colombiana.”

Assicurò che la parte introduttiva dell’accordo generale “si elaborò nel complesso” tra entrambe le parti in conflitto.

“Siamo convinti che la realtà nazionale imporrà la volontà delle grandi maggioranze (…). L’uscita non è la guerra, ma il dialogo”, aggregò.

Il leader guerrigliero assicurò che “nuove nazioni si sommeranno a questo nuovo sforzo” che ha aperto “le porte della speranza.”

Timochenko espresse che il dialogo col Governo del presidente Juan Manuel Santos deve contemplare “la costruzione del nuovo paese”, dove si produrranno “profonde modificazioni dell’ordine vigente.”

“Estendiamo, in questo momento, le nostre mani cercando una riconciliazione, un’altra Colombia è possibile e tra tutti possiamo ottenerla”, espresse, al tempo che sostenne “dalla nostra parte arriviamo al tavolo del dialogo senza rancori né arroganza, ad esporre al Governo nazionale che consideri importante la base del popolo, che non giudichi come ingenuità i suoi aneliti, che non la consideri incapace di intraprendere grandi imprese, che le riconosca i suoi diritti a prendere parte nelle grandi decisioni nazionali.”

“Si sviluppa di nuovo un processo di dialogo avviato al conseguimento della pace nella nostra terra. Una nobile e legittima aspirazione che l’insorgenza colombiana difende già da mezzo secolo”, disse Timoshenko.

“È tornata ad aprirsi la porta della speranza”, aggregò elogiando il valore dei suoi avversari d’armi.

“Conserviamo la sincera aspirazione che il regime non cerchi di ripetere la stessa trama del passato”, aggregò il capo ribelle, in allusione al fallito dialogo tra le FARC e l’allora presidente Andres Pastrana, una decade fa.

Nel video, Timochenko confermò che a L’Avana i delegati firmarono con il Governo, il 27 agosto passato, l’accordo per il termine del conflitto.

“L’ampliamento della democrazia è una condizione per ottenere la pace”, disse, ed assicurò che le FARC sono arrivate al tavolo di pace senza rancori.

Il comandante massimo delle FARC ringraziò e riconobbe l’appoggio dei governi del Venezuela e della Norvegia, come di Cuba, che stanno accompagnando le conversazioni.

“Si tenta di lottare per profonde modificazioni dell’ordine vigente (…) la pace è una questione di tutti”, assicurò.

Dieci anni dopo, “ritorniamo ora ad un tavolo di negoziazione, riconosciuti come uguali, come combattenti militari, riconosciuti politicamente e protetti da quelli che tanto ci hanno perseguito.”

Timochenko assicurò che “il conseguimento di una pace democratica e giusta merita affrontare le più difficili sfide. Al di sopra di queste, siamo ottimisti.”

“Siamo convinti che le maggioranze nazionali imporranno la pace con giustizia sociale”, ha insistito il leader massimo delle FARC ed ha chiesto che rimangano al margine i guerrafondai, gli alti comandi militari “desiderosi di sangue”, i responsabili delle “multinazionali che si approfittano della Colombia”… A tutti questi, ha detto Timochenko, le FARC “estendono le mani per la riconciliazione.”

“Non c’alzeremo dal tavolo senza avere ottenuto il proposito. Abbiamo giurato di vincere e vinceremo”, concluse la sua allocuzione.

Si annunciò che il giovedì 6 settembre, alle 10:00 a.m., ci sarà una conferenza stampa dei delegati delle FARC per le negoziazioni.

La commissione delle FARC, come informò il portavoce, è formata da ‘Marcos Leon Calarcà ‘, ‘Ricardo Tellez ‘, ‘Andres Paris ‘, ‘Sandra Ramirez ‘ e ‘Hermes Aguilar ‘.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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