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I responsabili della crisi non andranno in carcere

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ha fatto conoscere questo venerdì che non presenterà accuse contro la banca Goldman Sachs, né i suoi dirigenti, per il delitto di frode finanziaria, dopo un’investigazione aperta nel 2011 che comprovò le “pratiche indebite” dell’entità finanziaria, come per esempio, l’inganno delle “subprime”.

In un comunicato, il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che “non c’è base vitale per intavolare un processo penale rispetto a Goldman Sachs od ai suoi impiegati”. “Se un’evidenza nuova o addizionale emerge, la valutazione attuale non ostacola che il dipartimento la riveda e prenda una determinazione differente, se si giustifica”, aggregava il messaggio.

Il Dipartimento di Giustizia considera che GS non incorse in nessuna illegalità

Nell’aprile del 2011, un sottocomitato del Senato presieduto dal senatore democratico Carl Levin elaborò una relazione con denunce che sostengono che Goldman Sachs realizzò operazioni con ipoteche spazzatura durante la crisi senza mettere in allerta i clienti dell’alto rischio di questi prodotti. A partire da quella relazione, Levin chiese alle autorità statunitensi che aprissero un’investigazione penale contro Goldman Sachs ed i suoi dirigenti.

La decisione del Dipartimento di Giustizia incoronò un buon giorno per la banca, poiché anche oggi la Commissione della borsa valori (SEC) determinò che non incorse in nessuna illegalità vendendo ad un gruppo di investitori un pacchetto di buoni per ipoteche spazzatura per un valore di 1.300 milioni di dollari nel 2006.

550 milioni per evitare la denuncia

Goldman Sachs riconobbe avere commesso “un errore” dando un’ “informazione incompleta” ai suoi clienti. Nel luglio del 2010 Goldman Sachs ha accettato di pagare 550 milioni di dollari per mettere fine ad una denuncia contro di lei presentata dalla SEC, che accusò la banca di ingannare i suoi clienti. Come parte dell’accordo, Goldman Sachs riconobbe avere commesso un “errore” dando “informazione incompleta” ai suoi clienti. Ad ogni modo, il gigante finanziario ha sostenuto sempre che non agì contro gli interessi dai suoi clienti.

La fine della ‘bolla immobiliare ‘ nel 2007 ha causato milioni di esecuzioni ipotecarie, ed ha portato ad un deprezzamento tale delle proprietà che altri milioni di compratori che, a fatica continuano a pagare, sono compromessi in prestiti più alti del valore attuale delle loro case sul mercato.

Conquista delle istituzioni europee

Goldman Sachs non solo ha guadagnato reddito economico durante la crisi, ma anche politico. L’ultimo è stato Mario Draghi, che è stato un alto dirigente della banca dal 2002 fino al 2005, e si impadronì della presidenza della Banca Centrale Europea nel novembre del 2011. Nell’epoca nella quale Draghi è stato nel posto più alto del gigante finanziario, aiutava la Grecia ad occultare il suo debito attraverso manovre sporche, operazione conosciuta come “swap”.

Tuttavia, prima di Draghi, erano già “sequestrati” il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per l’Europa, nelle mani di Antonio Borges (vicepresidente di GS), e l’Agenzia greca del Debito Pubblico, con Petros Christodoulo (finanziario formato nella GS). Adesso, l’assessore internazionale della banca, Mario Monti è primo ministro in Italia.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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