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L’Italia fa il rendiconto dei danni dopo il terremoto

Il governo italiano ha deciso di alzare l’accisa sulla benzina per far fronte al pagamento dei danni causati dal terremoto che ha colpito il nord del paese, mentre i sopravvissuti si svegliavano lo scorso MercoledÌ davanti ad un paesaggio fatto di magazzini distrutti e fabbriche in rovina.

Circa 14.000 persone hanno trascorso la notte in tende, rifugi  di emergenza o automobili difronte alle proprie case distrutte e piu di 60 scosse di assestamento hanno scosso la zona intorno alla citta di Modena, nella regione Emilia Romagna.

Alcuni tra quelli che non avevano un rifugio assegnato dalle squadre della protezione civile hanno dovuto viaggiare fino a Verona, a 100 km, per comprare tende.

La maggior parte delle 17 vittime ufficialmente riconosciute sono morte sotto le macerie nel luogo dove si trovavano lavorando a causa di una scossa di 5,8 gradi della scala Richter, avvenuta alle 7.00 GMT di Martedì scorso, la seconda che ha colpito la zona in nove giorni.

I residenti di una delle regioni più produttive d’Italia, dominata dalla fertile pianura creata dal fiume Po, in questo momento vivono lacerati dalla paura di nuove scosse di terremoto e il terrore di perdere il proprio lavoro in un paese già duramente colpito dalla recessione.

“Dopo il primo terremoto molta gente è tornata sul posto di lavoro perchè ci troviamo nel pieno di una crisi economica e tutti vogliono salvare il proprio impiego”, ha dichiarato Mauro Baraldini, i cui due figli sono sopravvissuti al crollo delle fabbriche dove stavano lavorando.

“Adesso ci penseranno due volte prima di ritornare”, ha affermato.

Varie fabbriche nei dintorni di Modena, una zona pianeggiante ricca di industrie manifatturiere, fattorie e vigneti, erano state riaperte lo scorso Lunedì dopo una settimana di stop dovuta al precedente terremoto.

Il governo di Mario Monti, che ha già imposto misure di austerità per arginare la crisi del debito pubblico, ha dichiarato che avrebbe aumentato il gravame sulla benzina di due centesimi di euro per litro allo scopo di finanziare gli aiuti Alle zone colpite dal sisma.

I tagli alla spesa pubblica previsti per gli enti locali verranno sospesi per quelle zone colpite dal terremoto.

Mirandola, luogo di nascita del filosofo del rinascimento Giovanni Pico della Mirandola e sede di un “cluster” di aziende che operano nel settore della biomedicina, è uno dei luoghi più colpiti da entrambi i terremoti.

Due lavoratori e un imprenditore sono morti sotto le macerie durante il secondo terremoto, e Mercoledì erano gia scarsi i rifornimenti  in un bar vicino, che serviva soprattutto caffè alle vittime dopo essere rimasto a corto di gelati.

Dozzine di abitanti della zona che non sono potuti rientrare alle loro case si muovevano in bicicletta, alcuni fermandosi ad osservare mestamente il centro della città che rimaneva chiuso al pubblico.

“Abbiamo dovuto mettere i lavoratori in cassa integrazione per un periodo, ma stiamo lavorando affinchè le cose riprendano a marciare”, ha detto Stefano Rimondi, consigliere delegato di Bellco, davanti alla sua azienda biomedica distrutta.

“Adesso questo piano è fracassato. Questo è un colpo durissimo per noi, e soprattutto per il settore”, ha dichiarato.

Sorin, un gruppo medico che viene quotato in borsa e che ha la sua sede a Mirandola, ha dovuto fermare la produzione nella fabbrica sul posto.

Confindustria, la più importante associazione degli industriali italiana, ha riferito che i due terremoti, che insieme hanno procurato più di venti vittime, avranno un impatto a lungo termine, aggravando la già profonda recessione della terza economia più importante di tutta l’ Eurozona.

L’associazione degli agricoltori Coldiretti ha stimato i danni al settore intorno ai 500 milioni di euro.

“È un disastro di dimensioni incredibili. Molte persone si trovavano già in cassa integrazione temporale a causa della crisi. Adesso tutto è bloccato e non sappiamo quando ricominceranno a muoversi le cose”, dice Alex, di 32 anni che lavora in una fabbrica di ceramica nei pressi di San Felice sul Panaro, altra località molto colpita.

L’Italia ha sofferto numerosi sismi durante il corso della sua storia. In Irpinia, vicino Napoli, più di 2.000 persone morirono nel 1980 e le scosse di assestamento durarono per moltissimo tempo.

A L’Aquila, nel centro del paese, dove circa 300 persone morirono durante un terremoto nel 2009, 21.000 abitanti continuano a vivere senza poter far ritorno alle proprie case.

Preso da www.cubadebate.cu

Traduzione di Paola Flauto

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