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The Washington Post pubblica annuncio che esige la liberazione dei Cinque

In tutto Washington D.C. ed i suoi paraggi, i lettori del Washington Post apriranno l’edizione del lunedì, 30 aprile per vedere un messaggio drammatico di una pagina completa esigendo la libertà dei Cinque Cubani, ingiustamente imprigionati nelle carceri degli Stati Uniti da quasi 14 anni.

L’annuncio è uno sforzo diretto dal Comitato Nazionale per la Liberazione dei Cinque Cubani e con l’appoggio di più di 325 organizzazioni ed individui che hanno aiutato per pubblicare l’annuncio.

I principali leader politici e le organizzazioni dei diritti umani che si trovano nell’annuncio, includono: il tenente colonello Lawrence Wilkerson, ex capo dell’ufficio di comunicazione di Colin Powell, l’ex presidente degli USA Jimmy Carter, l’ex procuratore generale degli USA Ramsey Clark, Miguel D’Escoto, presidente dell’Assemblea generale dell’ONU dal 2008 fino al 2011, Amnesty International, Alice Walker, autrice e Premio Pulitzer, 10 premi Nobel, ed il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulle Detenzioni Arbitrarie.

La condotta sleale del governo degli USA nella persecuzione politica dei Cinque è stata anche esposta nell’annuncio. Ignorato dai Cinque Cubani e dalla loro squadra di difesa durante il giudizio, i giornalisti di Miami erano segretamente nell’elenco del governo, mentre demonizzavano i Cinque nei mezzi di comunicazione, fatto che “va al cuore della condanna ingiusta dei Cinque.”

Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez sono stati fermati il 12 settembre 1998 dall’FBI, e sono stati sottomessi negli USA per motivi politici ad un processo che è stato condannato in tutto il mondo. Il giudizio ha avuto luogo nell’ecosistema ostile di Miami, nonostante la petizione della difesa per cambiare la sede.

Nonostante l’allerta pubblica sui Cinque sia cresciuta dalla loro detenzione, il loro caso è ancora lontano da essere ampiamente conosciuto negli Stati Uniti.

“Ogni centimetro di copertura dei giornali, ogni minuto della televisione e della radio sui Cinque Cubani e la loro missione antiterrorista e la campagna per la loro libertà è stata una lotta. È per questo motivo che decidiamo di pubblicare un annuncio a pagina completa nel Washington Post, per esigere che la classe politica, dal presidente Obama fino ai membri del Congresso e del Dipartimento di Giustizia correggano questa terribile ingiustizia e liberino i Cinque”, ha detto Gloria La Riva, coordinatrice del Comitato Nazionale. “Siamo profondamente grati a tante persone che hanno aiutato che la pubblicazione di questo annuncio sia diventata possibile.”

Il Comitato Nazionale ha pubblicato il suo primo annuncio a pagina completa sul The New York Times il 3 marzo 2004, in quello che era fino a quel momento la maggiore esposizione del caso dei Cinque nei mezzi di comunicazione. Da allora, ha pubblicato annunci su altri giornali, e portato avanti numerose conferenze stampa come parte di una strategia nei mezzi di comunicazione per rompere il muro di silenzio che circonda il caso.

The Post è il giornale più colto in Washington, D.C., ed il sesto giornale più grande del paese. La sua circolazione stampata giornaliera è di 545345 copie e si stima che ha circa 1.080.000 lettori giornalieri. Secondo l’impresa Nielsen Ratings, è il giornale più colto nel Congresso, nel Potere Esecutivo, ed in Washington, e l’unico giornale che i leader politici a Washington leggono in un giorno agitato.

“Far conoscere al popolo degli USA sull’ingiusto incarceramento dei Cinque Cubani è il compito più importante per vincere la battaglia della loro liberazione”, ha detto il membro del Comitato Nazionale Chris Banks.

Le risorse di habeas corpus per Gerardo, Ramon, Fernando ed Antonio si stanno portando a termine nel sud della Florida, nel tribunale federale del distretto. L’appoggio alle azioni, proteste e forum si moltiplicano in tutti i continenti ed attraverso gli Stati Uniti.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

1 Comentario

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  1. Sergio / NessunalegalitàinUSAedall'USA

    Gli USA non daranno giustizia ai cinque cubani. Come per Sacco e Vanzetti, sono prigionieri della piú feroce macchina di repressione del mondo. Contro questa solo la solidarietà di tutti i lavoratori e tutti i popoli del mondo può liberarli.
    Viva i cinque cubani.
    Viva Cuba Libera.
    Sergio

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