Notizie »

The Guardian: Antonio e Gerardo in un’esposizione d’Arte cubana in Gran Bretagna

Un dettaglio di "por quien merece amor" (per chi merita amore) di Antonio Guerrero presente nella mostra. Foto: The Guardian

Un dettaglio di "por quien merece amor" (per chi merita amore) di Antonio Guerrero presente nella mostra. Foto: The Guardian

Due cubani esibiscono la loro arte in Gran Bretagna – nonostante siano imprigionati negli USA – con un programma nuovo ed innovatore.

Definitivamente due degli artisti, che appaiono in questa nuova mostra, non saranno presenti nella notte d’apertura. Invece di mescolarsi con gli altri artisti nel West End di Londra, loro rimarranno nelle loro celle di massima sicurezza in carceri lontane degli USA.

Antonio Guerrero e Gerardo Hernandez sono membri dei chiamati Cinque di Miami, imprigionati negli USA nel 2001, dopo un giudizio sommamente controverso. I Cinque erano cubani e si erano infiltrati in gruppi di militanti anticastristi nella Florida, sospettati di portare a termine atti di sabotaggio per destabilizzare Cuba.

Gli uomini furono condannati a Miami a pene che vanno da 15 anni di carcere fino ad un “doppio ergastolo” sulla base che stavano agendo negli USA come agenti di una potenza straniera. La loro difesa è stata che loro stavano tentando di ostacolare attacchi terroristi che, secondo il governo cubano, hanno causato centinaia di morti, includendo una campagna di bombardamenti in hotel de L’Avana negli anni 90, con l’obiettivo di rovinare l’industria turistica in auge.

Gli avvocati dei Cinque hanno argomentato senza successo che un giudizio giusto era impossibile nell’ambiente tossico degli anticastristi di Miami. Nel 2011, uno dei Cinque, Renè Gonzalez, è stato messo in libertà, ma si mantiene in libertà condizionale nella Florida.

L’esposizione d’arte, intitolata “Mas allà del marco” (oltre la cornice) che si sposterà a Glasgow in maggio, mostrerà il lavoro di 26 degli artisti più conosciuti di Cuba e di altri 20 autori internazionali che hanno donato le loro opere per richiamare l’attenzione sul caso. È la collezione più grande di artisti cubani che si sia mai esposta nel Regno Unito.

“L’arte cubana in sé è molto sorprendente”, dice Dodie Weppler, esperta in arte cubana e coordinatrice dell’esposizione. “Non c’è realismo socialista, né nulla di quello che normalmente uno si immagina quando si parla di Cuba. La cultura è stata sempre un elemento vitale nella tradizione cubana, ma la Rivoluzione ha reso possibile un esperimento culturale ad una scala mai vista prima nelle Americhe”. Tra gli artisti espositori – “Kcho”, Manuel Mendive, “Choco”, Josè Fuster, Juan Roberto Diago – alcuni sono di fama internazionale.

Antonio Guerrero imparò a disegnare ed a dipingere nel carcere di Florence, in Colorado, con l’aiuto di un compagno di cella, un artista afro-americano. Lui lavora con acquarelli, carboncino, pastelli, ed i suoi ultimi temi sono uccelli esotici e farfalle, ed ha scritto che, attraverso l’arte, “io ho vinto la prigione”. Hernandez era caricaturista prima della sua detenzione, e la caricatura continua ad essere la sua specialità.

L’Arte è stata un elemento chiave della Rivoluzione cubana. Ci sono ancora 14 scuole d’Arte sull’isola ed un’università delle arte plastiche a L’Avana. D’accordo con Renè Duquesne, del Consiglio delle Arti Visuali di Cuba, ci sono 13.000 “artisti” registrati in questa istituzione. “Con questo numero, semplicemente non ci sono sufficienti gallerie o materiali – la maggioranza dei materiali devono essere importati”, dice.

“Il bloqueo provoca enormi difficoltà per gli artisti che non vivono della loro arte. Quelli che hanno entrate come disegnatori di libri di arte, professori ed altri lavori relazionati, dipendono dalle vendite del loro lavoro, fatto che obbliga gli artisti cubani a cercare all’estero le loro promozioni.”

Weppler dice che la reputazione dell’arte cubana è aumentata in maniera costante, come lo dimostra un articolo di quattro anni fa nel Wall Street Journal – giornale che non si riconosce come ammiratore del governo dell’Isola – che ha riconosciuto Cuba come “il centro più attraente dell’arte” per gli investitori.

Oggi gli Stati Uniti mantengono un bloqueo contro Cuba e la proibizione quasi totale che gli statunitensi possano visitare l’isola, benché ci sia stato un leggero allentamento delle restrizioni sotto Barack Obama. L’arte cubana, tuttavia, può essere comprata dagli statunitensi, a patto che non siano artefatti, tali come tamburi od altri strumenti, considerati con valore d’uso e pertanto non possono essere inclusi come “opere d’arte.”

Altri artisti, nella loro maggioranza del Regno Unito, hanno donato i loro lavori per appoggiare la mostra, tra questi John Keane, Mona Hatoum, Alasdair Gray, Derek Boshier, John Byrne, David Harding, il Collettivo kennardphillipps ed il disegnatore di The Guardian, Steve Bell.

“L’esposizione si intitola ‘Mas allà del marco’ (oltre la cornice), perché proponiamo una rottura con la tradizione della struttura come un limite, e riconosciamo che i Cinque sono stati ‘incorniciati’ dal governo degli USA”, dice Weppler, che organizzò l’esposizione vincolata alla Cuba Solidarity Campaign, con la speranza che si metterà in rilievo tanto il caso dei Cinque -una causa celebre sull’isola -, come la portata dell’arte cubana.

“Io prima non sapevo molto circa i Cinque di Miami”, dice Keane, artista che ha denunciato la guerra del Golfo del 1991. “Ma io credo nell’utilità dell’arte per aiutare all’azione della giustizia. Se l’arte può proporzionare qualche tipo di coscienza, questo è preferibile invece di esssere semplicemente una moneta dei super-ricchi.” Boshier, artista britannico che vive a Los Angeles, disse che la sua prima opera d’arte è stata vincolata con l’isola, e si intitolava “Situazione a Cuba”, e la realizzò nel 1961: “Fu una reazione alla Baia dei Porci [la fallita invasione sponsorizzata dagli Stati Uniti nella quale partecipavano gli esiliati cubani].” La sua contribuzione all’esposizione attuale è una ricostruzione di quel lavoro, ma dalla prospettiva dell’anno 2011.

articolo di Duncan Campbell, giornalista di The Guardian

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

Deja un comentario

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos necesarios están marcados *

*