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Antonio Guerrero saluta senza lacrime la cantautrice Sara Gonzalez

Tony Guerrero

Tony Guerrero

Da una cella dell’Istituzione Correttiva Federale di Marianna, in Florida, Antonio Guerrero -uno dei Cinque cubani prigionieri dell’impero 1998- ha scritto una lettera di omaggio e dolore per il decesso della cantautrice Sara Gonzalez.

Nella sua missiva -pubblicata oggi dal sito web Cubadebate -, Guerrero si dispiace per la dolorosa notizia e l’assenza fisica dell’artista “nel momento del ritorno alla nostra amata patria, la nostra Cuba che lei tanto amò e difese col suo canto e col suo agire quotidiano”.

Ricorda inoltre un paio di brevi conversazioni sostenute tra loro due nel dicembre scorso, nelle quali -assicura – la fondatrice della Nuovo Trova cubana rifletteva ottimismo, desiderio infinito di continuare a creare, di continuare a cantare, di continuare a dare il meglio di sè per la Rivoluzione.

“Nessuno avrebbe potuto credere, ascoltandola parlare così che in quel momento, che il suo stato di salute era già molto grave”, afferma Antonio, condannato negli Stati Uniti – insieme a Gerardo Hernandez Nordelo, Fernando Gonzalez Llort, Ramon Labañino Salazar e Renè Gonzalez Sehwerert – per il suo lavoro di informazione sulle attività contro il suo paese di gruppi non governativi dell’estrema destra anticubana in Florida.

Ugualmente include nel messaggio un suo poema -interpretato dalla cantautrice nell’album di poesie musicate “Regresaré” -, che la stessa Sara Gonzalez sentì come proprio, come gli aveva confessato.

Commentando passaggi di uno dei temi antologici del repertorio della cantautrice (il “Su nombre es pueblo”, di Eduardo Ramos), Guerrero dice che la popolare cantante vivrà eternamente nel nostro popolo, preparato a lottare ed a continuare l’opera rivoluzionaria.

La ricorderemo senza pianto, assicura.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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